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© 2004
Associazione Italiana Ricerche sulla Plasticità
Tessutale
Ambiente e Malattie della Pelle
Una
ricerca condotta nella Regione Molise
Il
nostro studio si propone di offrire, al più vasto pubblico, conoscenze
sui metodi di prevenzione e cura delle malattie della pelle collegate all'ambiente.
Il Molise, area geografica prescelta per l'esame di questo tipo di dermopatie,
è una regione scarsamente industrializzata, con densità di popolazione
bassa, pertanto privilegiata sotto l'aspetto dell'inquinamento ambientale.
Vedremo, tuttavia,
che anche questa tessera dell'immenso mosaico che accoglie tutti gli organismi
dotati di vita, chiamato dagli ecologisti biosfera, conferma la progressiva alterazione
della qualità dei suoi componenti - terra, aria, acqua, luce solare - e
l'opinione diffusa tra gli esperti che il sublime affresco della vita stia subendo
una specie di costante, subdolo deterioramento per l'immissione di prodotti industriali
nocivi in quantità superiori alle capacità
di autodepurazione degli ecosistemi.
La tavolozza del
creato, formata dal ricchissimo patrimonio genetico delle specie viventi, si sta
progressivamente impoverendo a causa della deforestazione e dell'immissione di
sostanze contaminanti nelle acque, nell'aria e nel suolo. Ogni abitante delle
società industrializzate contribuisce quotidianamente a ridurre la
biodiversità mentre svolge le sue attività più
comuni, come recarsi al lavoro in auto, guardare la televisione e utilizzare uno
spray.
I 4 mila biotipi differenti di mammiferi, le 250 mila varietà di insetti,
i 50 mila tipi di molluschi, i 45 mila funghi, i mille tipi di virus e 5 mila
batteri subiscono alterazioni del DNA per intervento dell'uomo.
Se consideriamo
la questione sotto il profilo estetico, che è un pratico sistema per raggiungere
la sintesi, sembra che i colori della vita si stiano lentamente sbiadendo, come
accade a un dipinto mal conservato.
La
biosfera, casa comune di tutte le creature, non ha risorse infinite;
essa rappresenta solo la pellicola esterna dell'intero globo terrestre: un sottilissimo
strato di 20 chilometri di spessore, una distanza facilmente percorribile in bicicletta.
Questo manto, fatto di cielo, terra e acque, ci protegge e nutre attraverso l'azione
della luce solare, che sviluppa i cicli vitali del mondo animale e vegetale.
Nel nostro studio
due superfici si confrontano: la pelle che
riveste il nostro corpo e la biosfera che copre il nostro pianeta. Ambedue organismi
viventi, interagiscono continuamente scambiandosi energia sotto forma d'ossigeno,
acqua, urea, anidride carbonica, minerali, ammoniaca etc.
Se moltiplichiamo i due metri di superficie cutanea che riveste il corpo umano
per il numero complessivo degli abitanti del pianeta, si ottiene un'area pari
a un quinto della biosfera.
Tra queste due superfici, in cui pulsa la vita, s'interpone, oggi, una quantità
di sostanze create dall'uomo. Il semplice
atto di cospargersi la pelle di deodorante implica la dispersione nell'ambiente
di molecole come il perfluoropolimetilisopropiletere e l'idrogenoetilendiamminatetraacetato
di trisodio, che entrano a far parte delle cellule del nostro corpo. Molecole
chimiche lunghe come treni e impronunciabili come uno scioglilingua.
La conoscenza dei
rischi collegati all'uso improprio della tecnologia
può frenare, forse, le nostre pretese di abitanti privilegiati del pianeta
Terra, portandoci a riconsiderare i doni naturali che la terra ci offre, doni
gratuiti e pertanto sottovalutati.
I quadri di alcuni
dei maggiori pittori molisani, gentilmente concessi da collezioni private, arricchiscono
lo scritto con i colori del Molise, regione che conserva con riserbo e pudore
il suo senso della Bellezza.
PASQUALE
FRUSCELLA
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