|
CORREZIONE
DEL CAPEZZOLO INTROFLESSO
P. FRUSCELLA
Associazione Italiana
Ricerche sulla Plasticità Tessutale - ROMA
Le tecniche correttive del capezzolo introflesso prevedono:
1) plastiche esclusivamente cutanee, senza invasione delle strutture ghiandolari,
al fine di preservare la lattazione [1]. Queste
metodiche sono tuttavia gravate da recidive,
poiché non risolvono l'eziologia della malformazione legata ad una retrazione
congenita dei dotti galattofori e del connettivo sottocutaneo
2) sezione dei dotti e avanzamento tessutale.
La tecnica da me
adottata non richiede, come proposto da altri autori [1], anestesia generale;
si avvale di una medicazione che permette di ispezionare lo stato trofico del
capezzolo e modularne la trazione; non lascia reliquati cicatriziali visibili
e non richiede la rimozione di punti di sutura, se si esclude il punto trasfisso
sul capezzolo.
TECNICA CHIRURGICA
Infiltro l'areola
ed il capezzolo con xilocaina al 2%.
Pratico l'incisione sul margine areolare con lama 11 ( stab incision di 3 mm.),
attraverso la quale introduco forbici di Fomon con le quali incido il muscolo
areolare, seziono i dotti galattofori e che faccio penetrare, infine, nel capezzolo,
evertendolo e divaricandolo. Scollo il piano sub-dermico per tutta l'estensione
dell'areola.
Una volta liberato il capezzolo, che durante queste manovre è trazionato
da un uncino, lo trasfiggo con un punto di nylon 4-0, per ancorarlo alla stecca
metallica confezionata ad hoc . Suturo la microincisione con un punto intradermico
di materiale riassorbibile.
La giusta trazione sul capezzolo viene ottenuta divaricando o stringendo la stecca,
operazione che potrà esser ripetuta nei giorni successivi per aggiustare
la tensione.
La stecca viene applicata lungo il diametro longitudinale della mammella, la microincisione
sarà pertanto praticata in qualsiasi punto purché esterno alla stecca.
Le medicazioni abitualmente adottate ( stent a sombrero, garze grasse, etc.) non
permettono di ispezionare
eventuali variazioni di colore della cute, indice di alterazioni del trofismo.
Essendo, inoltre, anelastiche, impediscono
di adattare la trazione al nuovo stato di irrorazione del capezzolo.


I vantaggi dell'intervento consistono:
1) Nell'assenza di reliquati cicatriziali,
al contrario delle tecniche che prevedono incisioni multiple [3], [4] o incisioni
semicircolari alla base del capezzolo [5].
2) Nella possibilità di ispezionare l'irrorazione
del capezzolo
( proveniente, nel periodo postoperatorio, soltanto dal plesso subdermico ).
4) Nell'uso dell'anestesia locale.
5) Nella possibilità di variare la tensione
del capezzolo.
6) Nella possibilità, per il paziente, di effettuare la toilette
quotidiana.
La sezione dei
dotti e del muscolo areolare, lo scollamento e l'avanzamento tessutale di tutta
la cute del complesso areola-capezzolo garantiscono la stabilità del risultato.
Bibliografia
1. Skoog T. : Plastic
Surgery. Almquist & Wiksell, Stoccolma 1974.
2. Crestinu J.M.
: The Inverted Nipple: A Blind Method of correction. Plast. Reconstr. Surg. 79:127,
1987.
3. Chandler P.J.
e Coll. : A Direct Surgical Approach to Correct the Inverted Nipple. Plast.Reconstr.
Surg., 86:352, 1996.
4. Kumihiro K.
e Coll. : Surgical Correction of the Inverted Nipple with a Tendon Graft Hammock
Procedure. Plast. Reconstr. Surg. 86:999, 1990.
5. Wheatherley
W. : Plastic Surgery of the Female Breast. Harper & Row, 1980.
|