I lavori del dr. FRUSCELLA sono pubblicati da:

SPRINGER VERLAG:

http://link.springer-ny.com

 

 

 

Home Page

 

 

 

 

 

Associazione Italiana Ricerche sulla Plasticità Tessutale - Via Parenzo 12 - 00198 ROMA

Tel. 06 8557096

Cod.Fisc. 920 3775 070 7, ccp. 13303862, C/C UniCredit Banca n°5158647 Abi 02008 Cab 03800

 

 

 

 

e-mail: info@airpt.org

 

 

 



 


 

 

 

CORREZIONE DEL CAPEZZOLO INTROFLESSO

P. FRUSCELLA

Associazione Italiana Ricerche sulla Plasticità Tessutale - ROMA


Le tecniche correttive del capezzolo introflesso prevedono:
1) plastiche esclusivamente cutanee, senza invasione delle strutture ghiandolari, al fine di preservare la lattazione [1]. Queste metodiche sono tuttavia gravate da recidive, poiché non risolvono l'eziologia della malformazione legata ad una retrazione congenita dei dotti galattofori e del connettivo sottocutaneo
2) sezione dei dotti e avanzamento tessutale.

La tecnica da me adottata non richiede, come proposto da altri autori [1], anestesia generale; si avvale di una medicazione che permette di ispezionare lo stato trofico del capezzolo e modularne la trazione; non lascia reliquati cicatriziali visibili e non richiede la rimozione di punti di sutura, se si esclude il punto trasfisso sul capezzolo.


TECNICA CHIRURGICA

Infiltro l'areola ed il capezzolo con xilocaina al 2%.
Pratico l'incisione sul margine areolare con lama 11 ( stab incision di 3 mm.), attraverso la quale introduco forbici di Fomon con le quali incido il muscolo areolare, seziono i dotti galattofori e che faccio penetrare, infine, nel capezzolo, evertendolo e divaricandolo. Scollo il piano sub-dermico per tutta l'estensione dell'areola.
Una volta liberato il capezzolo, che durante queste manovre è trazionato da un uncino, lo trasfiggo con un punto di nylon 4-0, per ancorarlo alla stecca metallica confezionata ad hoc . Suturo la microincisione con un punto intradermico di materiale riassorbibile.
La giusta trazione sul capezzolo viene ottenuta divaricando o stringendo la stecca, operazione che potrà esser ripetuta nei giorni successivi per aggiustare la tensione.
La stecca viene applicata lungo il diametro longitudinale della mammella, la microincisione sarà pertanto praticata in qualsiasi punto purché esterno alla stecca.
Le medicazioni abitualmente adottate ( stent a sombrero, garze grasse, etc.) non permettono di ispezionare eventuali variazioni di colore della cute, indice di alterazioni del trofismo. Essendo, inoltre, anelastiche, impediscono di adattare la trazione al nuovo stato di irrorazione del capezzolo.


I vantaggi dell'intervento consistono:


1) Nell'assenza di reliquati cicatriziali, al contrario delle tecniche che prevedono incisioni multiple [3], [4] o incisioni semicircolari alla base del capezzolo [5].
2) Nella possibilità di ispezionare l'irrorazione del capezzolo
( proveniente, nel periodo postoperatorio, soltanto dal plesso subdermico ).
4) Nell'uso dell'anestesia locale.
5) Nella possibilità di variare la tensione del capezzolo.
6) Nella possibilità, per il paziente, di effettuare la toilette quotidiana.

La sezione dei dotti e del muscolo areolare, lo scollamento e l'avanzamento tessutale di tutta la cute del complesso areola-capezzolo garantiscono la stabilità del risultato.

 

Bibliografia

1. Skoog T. : Plastic Surgery. Almquist & Wiksell, Stoccolma 1974.

2. Crestinu J.M. : The Inverted Nipple: A Blind Method of correction. Plast. Reconstr. Surg. 79:127, 1987.

3. Chandler P.J. e Coll. : A Direct Surgical Approach to Correct the Inverted Nipple. Plast.Reconstr. Surg., 86:352, 1996.

4. Kumihiro K. e Coll. : Surgical Correction of the Inverted Nipple with a Tendon Graft Hammock Procedure. Plast. Reconstr. Surg. 86:999, 1990.

5. Wheatherley W. : Plastic Surgery of the Female Breast. Harper & Row, 1980.