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Centro Ricerche sulla Plasticità Tessutale

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   AIRPT - Centro Ricerche sulla Plasticità Tessutale - Roma

 

I m p i a n t i   A l l o p l a s t i c i
in  C h i r u r g i a   P l a s t i c a

 


Come sono usati gli impianti alloplastici (I.A.) in chirurgia plastica ?
Gli I.A. sono materiali sintetici o metalli biocompatibili, che colmano aree corporee carenti, sostituendo il trapianto di tessuti autologhi.
L'approvvigionamento illimitato, la riduzione dei tempi operatori, la possibilità di pre-confezionarli, l'assenza di riassorbimento e di reliquati cicatriziali sono i vantaggi degli I.A.


Quali caratteristiche designano un impianto alloplastico ideale?
Un I.A. perfettamente biocompatibile, vale a dire equiparabile al tessuto autologo, dovrebbe essere atossico, non carcinogenico, anallergico, plasmabile, sterilizzabile e provvisto di caratteristiche meccaniche affidabili. Inoltre, non dovrebbe causare infiammazione e crescita microbica, né interferire con gli esami radiologici.
Attualmente non esistono impianti alloplastici provvisti di tutte le caratteristiche citate.


Quali sono i biomateriali di uso più comune in chirurgia plastica?
Gli I.A., utilizzati in chirurgia plastica, derivano essenzialmente da quattro tipi di materiali: metallo, ceramica, polimeri del carbonio, polimeri del silicio.

Espansore cutaneo


Quali regioni del corpo, di pertinenza della chirurgia plastica, sono ricostruite con gli I.A. ?

Distretto cranio facciale (metilmetacrilato, silicone, idossiapatite, titanio, acido polilattico e poliglicolico, politetrafluoroetilene, polietilene, polipropilene, ciano-acrilato)

Sterno e torace (metilmetacrilato, polipropilene)

Regione mammaria (protesi di silicone)

Regione peniena (protesi di silicone)

Addome (polipropilene, politetrafluoroetilene)

Articolazioni delle dita (protesi di silicone)

Silicone solido

Che cos'è il metilmetacrilato e quali sono le sue indicazioni in chirurgia plastica?
Il metilmetacrilato è una resina acrilica (acrilico è un liquido che polimerizza in masse solide già sotto l'azione della luce del sole). E' usato in chirurgia plastica per la ricostruzione di difetti del cranio, dello sterno e del torace e per la ricostruzione di fatture ossee infette. Può essere pre-modellato sulla base di immagini RMN 3D. E' radiotrasparente, non carcinogenico. Provoca reazione esotermica che può ustionare i tessuti. Sono state segnalate aritmie, fino ad arresto cardiaco causate da assorbimento della resina nel torrente circolatorio, e reazioni da corpo estraneo.

Che cos'è il silicone e come si utilizza in chirurgia plastica?
Il silicone è una catena di unità Si-O, unite da gruppi metilici. A seconda della lunghezza e dei cross linking il silicone si presenta sotto forma liquida, gelatinosa e gommosa. E' altamente biocompatibile, atossico, non allergenico e resistente alla biodegradazione. La contrazione della capsula fibrosa, che si forma intorno agli impianti di silicone è una delle complicanze degli interventi di mastoplastica additiva e si può sviluppare anche attorno ad una sola protesi nell'intervento di mastoplastica bilaterale. In chirurgia plastica il silicone è utilizzato, oltre che negli interventi di mastoplastica additiva e ricostruttiva, come impianto facciale, mentoniero, nasale, zigomatico, articolare, penieno, orbitale.

Protesi mammarie di silicone

Mastoplastica additiva con protesi ad alta proiezione

Che cos'è l'idrossiapatite? Come si utilizza in chirurgia plastica?
L'idrossiapatite è un sale di fosfato di calcio [Ca10(PO4)6(OH)2], che rappresenta il maggior componente inorganico delle ossa. Alcuni coralli producono un esoscheletro in carbonato di Calcio con micropori da 200µ. La sostituzione del calcio con il fosfato permette di ottenere l'idrossiapatite, che ha identica composizione chimica e porositàdelle delle ossa. I micropori favoriscono la migrazione degli osteoblasti nell'impianto (osteoconduzione). L'idrossiapatite si lega all'osso circostante senza provocare reazioni da corpo estraneo, né infiammazione, a patto che sia fissata con viti, poiché anche la più piccola instabilità ne impedisce l'osteointegrazione, che si realizza dopo circa 2 mesi (dell'idrossiapatite rimane 1/3, 1/3 è osso neoformato, 1/3 connettivo).
Sotto forma di granuli, si compatta perfettamente all'osso circostante nella ricostruzione delle creste alveolari. Requisito fondamentaleè che ci sia una perfetta copertura di periostio e tessuto ben vascolarizzato.
L'idrossiapatite mista con fosfato di sodio è usata per le ricostruzioni della faccia e della teca cranica.

 

Quali impianti metallici si usano in chirurgia plastica?
Il metallo più usato è il titanio, che ha il vantaggio di essere malleabile, radiopaco, leggero, inossidabile e non diffrattivo negli esami radiologici. Le sue applicazioni in chirurgia plastica riguardano la ricostruzione del pavimento orale e dell'orbita nelle blow out fractures. Sotto forma di viti e placche permette le osteosintesi in chirurgia maxillo e craniofacciale.
Gli impianti osteointegrati (denti e protesi facciali) sono fissati all'osso mediante viti di titanio.


Quali sono le indicazioni del polietilene in chirurgia plastica?
Il polietilene, sotto forma porosa (pori da circa 100-250 µ che creano uno spazio vuoto pari al 50% del volume dell'impianto) è usato nelle regioni: mentoniera, zigomatica, auricolare, orbitale, nasale. Evoca scarsa risposta infiammatoria.


Come si usa il Gore Tex in chirurgia plastica?
Il Gore Tex (Politetrafluoroetilene con fibrille di Teflon) è utilizzato per riempire le rughe facciali, specialmente le nasolabiali e glabellari. E' impiantato nei difetti delle labbra, del naso e della regione frontale, e nelle ricostruzioni della parete addominale e toracica. Sotto forma di nastri e fili permette la sospensione statica nella paralisi facciale. Il Gore Tex è atossico, non carcinogenico, anallergico, sterilizzabile in autoclave. La risposta infiammatoria è quasi assente. La percentuale di infezione riportata il letteratura varia dallo 0,5% al 4%.

 


Quali colle possono sostituire viti, placche e suture per la riparazione dei tessuti?
Il Ciano-Acrilato, adesivo biodegradabile (si scinde in formaldeide e cianoacetato), polimerizza in un minuto a contatto dei tessuti. E' usato per la fissazione dello scheletro facciale, per la chiusura di ferite e gli innesti di cute. Può essere anche usato come emostatico.

 

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