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LA
MASTOPLASTICA ADDITIVA IN ANESTESIA LOCALE
AIRPT
- Centro Ricerche sulla Plasticità Tessutale
Le
mastoplastiche, additiva
e riduttiva, possono essere eseguite in anestesia locale con
i vantaggi della dimissione in giornata e della maggiore sicurezza
rispetto alla procedura in anestesia generale. Qui illustreremo
la tecnica d'infiltrazione del cocktail anestetico e l'impianto
protesico sottomammario, che rappresenta solamente una delle
tante opzioni per questo tipo d'intervento.
Il
Vantaggio
principale
della mastoplastica additiva in anestesia locale è
rappresentato dall'eliminazione dei rischi legati all'anestesia
generale. La soluzione anestetica, che usiamo per infiltrazione
locale, è composta di lidocaina, bicarbonato e adrenalina
diluiti in Ringer Lattato. Gli altri farmaci somministrati
sono antibiotici e antidolorifici non narcotici. L'operazione
si svolge, quindi, con la paziente perfettamente sveglia.
Gli Esami Antropometrici e le Analisi Clinico-Strumentali
sono l'iter preliminare per verificare la fattibilità
dell'intervento e selezionare il tipo di protesi. L'intervento
è eseguito su pazienti esenti da patologie, e rese
edotte con accuratezza sulla tecnica chirurgica utilizzata,
anche attraverso la lettura di opuscoli e la compilazione
di questionari che possono far emergere dettagli supplementari
riguardanti il quadro clinico generale.
Gli Anestetici Locali,
molecole anulari, legate ad un amide o un estere, bloccano
temporaneamente la conduzione degli impulsi elettrici nelle
fibre nervose, determinando così l'anestesia della
regione corporea infiltrata. La rapidità d'azione dipende
dall'anello, che è lipofilo e, pertanto, capace d'attraversare
le membrane nervose, mentre i due gruppi terminali (amide
o estere), di natura idrofila, si legano all'acqua del citoplasma
assonale, ostruiscono il canale del sodio impedendo la depolarizzazione
e, quindi, la propagazione del potenziale d'azione lungo la
fibra nervosa. La lidocaina, anestetico aminoamidico da noi
usato, è metabolizzato dal fegato ed eliminato con
le urine, ed è molto meno allergizzante degli aminoesteri.
Per aumentare la rapidità d'azione dell'anestetico,
legata alla quota non-ionizzata (lipofila), è utile
riscaldare la soluzione alla temperatura di 37° C e aumentare
il suo ph a 7 aggiungendo bicarbonato di sodio in quantità
proporzionale al volume da iniettare. L'adrenalina è
presente nella soluzione allo scopo di prolungare la durata
d'azione dell'anestetico e ridurre la perdita ematica.
I Rischi degli Anestetici Locali:
anche gli anestetici locali richiedono precauzioni. I rischi
sono legati ad eventuali diatesi allergica del paziente, che
può provocare semplici fenomeni di orticaria ed edema
fino a shock anafilattici [1]. Reazioni tossiche sistemiche,
anche di grave entità, che coinvolgono il sistema nervoso
centrale e l'apparato cardiovascolare, sono causate dall'iperdosaggio
del farmaco, o dall'iniezione accidentale in un vaso sanguigno.
[1] Come già evidenziato in precedenza, le reazioni allergiche agli anestetici
locali sono molto più frequenti con gli aminoesteri che con gli aminoamidi.
Innervazione
della Mammella:
il capezzolo è innervato principalmente da rami antero-laterali
del 4° nervo intercostale, con un contributo da parte
di rami intercostali dal 3° e dal 5°. I nervi cutanei
scorrono lungo la fascia del muscolo grande pettorale prima
di penetrare nella ghiandola e raggiungere il capezzolo. La
regione superiore della mammella è innervata da nervi
sopraclavicolari, provenienti dal plesso cervicale, il prolungamento
ascellare della ghiandola da rami del 3° e 4° nervo
intercostali, le regioni rimanenti da rami cutanei del 3°
e 6° intercostali.
Le Arterie
della Regione Mammaria
formano una rete anastomotica composta da: a) branche
perforanti dell'arteria mammaria interna (forniscono circa
il 60% della vascolarizzazione) che raggiungono il sottocutaneo
e la ghiandola dopo aver attraversato il muscolo grande pettorale,
b) arteria mammaria esterna, ramo dell'arteria ascellare,
da cui deriva la maggior parte del plesso vascolare dell'areola-capezzolo,
c) rami dell'arteria toracica in posizione supero-laterale,
e d) 2°, 3°, 4° e 5° arterie intercostali
aortiche, che nutrono la porzione profonda della ghiandola
mammaria.
I
Linfatici,
che rivestono particolare importanza, poiché sono responsabili
della diffusione del carcinoma mammario, decorrono abbinati
ai vasi sanguigni e sono distinti in tre compagini: i linfatici
cutanei, formati da capillari, i linfatici ghiandolari ed
i linfatici dei dotti galattofori. I vasi linfatici più
importanti della mammella decorrono parallelamente all'arteria
mammaria laterale e drenano nel gruppo anteriore dei linfonodi
ascellari.
Consulto Pre-Operatorio e Scelta della Protesi Mammaria:
la forma e la grandezza delle protesi, che il mercato propone
in una vasta gamma, devono essere vagliate sulla base dei
parametri antropometrici della paziente e sulla consistenza
e spessore dei suoi tegumenti (pelle, grasso sottocutaneo,
muscoli). E' anche possibile eseguire un intervento duplice,
che prevede l'espansione del tessuto prima dell'impianto definitivo.
Misurazioni:
punti di repere essenziali sono: a) la distanza tra capezzolo
e forchetta sternale (immagine) che indica eventuali dismetrie,
b) la distanza tra capezzolo e solco sottomammario per l'individuazione
del livello dell'incisione, quando si scelga l'accesso inframammario,
c) la circonferenza della mammella, da cui si fa derivare
la dimensione della tasca che accoglierà la protesi
e, dunque, l'ampiezza della dissezione.
L'Anestesia
Locale della Regione Mammaria è
eseguita con pompa da infusione (immagine) che rende rapida
e indolore l'infiltrazione, poichè il cocktail anestetico,
come abbiamo visto, è reso compatibile con il ph e
la temperatura dei tessuti corporei. L'infiltrazione è
effettuata nel piano sopracostale, pertanto il rischio di
pneumotorace, possibile con il blocco intercostale, è
annullato. E' anestetizzata una mammella per volta. Completata
l'infiltrazione, si attende circa un quarto d'ora perché
sopraggiunga l'anestesia della zona
L'Incisione
Inframammaria è più idonea
alla tecnica in anestesia locale, perché consente un
più rapido allestimento della tasca e un'ottimale visibilità
del campo operatorio. E' spesso necessario ricorrere a sedazione
leggera, qualora la paziente scelga altre vie d'accesso (periareolare,
ascellare). Il livello dell'incisione inframammaria è
calcolato per farla corrispondere al futuro solco mammario.
L'emostasi, coadiuvata dall'illuminazione con fibre ottiche,
deve essere accuratissima per evitare la formazione di ematomi.
La
Dissezione della Tasca
è
effettuata nel piano sottoghiandolare, spazio compreso tra
muscolo grande pettorale e ghiandola. E' necessario ricorrere
alla sedazione con farmaci narcotici, se si ritiene necessario
inserire la protesi nel piano sottomuscolare. Dopo aver eseguito
un'emostasi accurata e lavaggi ripetuti con soluzioni disinfettanti,
la protesi è impiantata. Sono inseriti, quindi, i drenaggi
e la ferita è suturata con punti riassorbibili (che
non è necessario rimuovere). La paziente è dimessa
nella stessa giornata.
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