I lavori del dr. FRUSCELLA sono pubblicati da:

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Bibliografia

Fruscella P. : La correzione chirurgica delle orecchie prominenti.Oto-Rino-Laring., 35:451, 1985.

Fruscella P. : Otoplastica correttiva, 39° Congresso Nazionale Società Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, 1990

Fruscella P.: Ricostruzione dell'Orecchio Esterno in un' Avulsione Parziale da Morso di Cane. Rivista Italiana di Chirurgia Plastica, 29: 239, 1997.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ASSOCIAZIONE ITALIANA RICERCHE SULLA
PLASTICITA' TESSUTALE
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Otoplastica Correttiva

Dr. P. FRUSCELLA

AIRPT - Centro Ricerche sulla Plasticità Tessutale - Roma

 

STORIA: Dieffembach, per primo, nel 1845, corresse le orecchie a sventola asportando una losanga di cute dalla regione posteriore del padiglione auricolare. Joseph, Pean e Morestin seguirono la sua tecnica. Luckett (1910) intuì che l'origine della malformazione risiede nella cartilagine e non nella pelle, e rimodellò la curva dell'antelice incidendo un'ellisse di cartilagine.

Nel 1961 Stenstrom abrase la superficie anteriore della cartilagine dell'antelice, ottenendone l'incurvamento verso il cranio e, dunque, la riduzione dell'angolo cefalo-auricolare. La cartilagine, infatti, si incurva dal lato opposto a quello abraso per la prevalenza delle forze vettoriali delle sue fibre rimaste integre.

ANATOMIA E TECNICA OPERATORIA: L'orecchio è formato da una cartilagine di forma composita, rivestita lateralmente da una cute tenacemente adesa al pericondrio per la scarsità di connettivo sottocutaneo (il che spiega la facile propensione di quest'organo al congelamento), e medialmente scorrevole su di esso per la presenza di uno strato di connettivo lasso misto a cellule adipose. Nell'orecchio normale l'angolo di separazione dal cranio è di circa 30°, con una distanza media della rima superiore dell'elice dalla superficie cranica di 2 cm.

QUALE TECNICA PER MODELLARE LA CARTILAGINE? La tecnica proposta da Barsky raccoglie autorevoli consensi (Tanzer, Converse, Becker) da parte di chi sostiene che solo l'incisione e l'escissione della cartilagine garantisca il modellamento e scongiuri eventuali recidive causate dalla sua intrinseca elasticità, e riscuote obiezioni da autori che giudicano artificiosa la separazione dell'antelice per mezzo di incisioni, ritenendo che bastino delle semplici suture per ricreare le curve della sottile cartilagine auricolare. Il timore di recidive per l'effetto molla induce altri chirurghi ad incidere l'antelice a mo' di benderella che sopravanza la scafa e la conca (Pitanguy). Stenstrom, come abbiamo detto sopra, basandosi su esperienze effettuate su cartilagine prelevata da cadavere, esegue l'abrasione del pericondrio della superficie laterale della cartilagine senza incidere né effettuare suture.

COME INCIDERE LA CUTE? La sede dell'incisione cutanea più comunemente adottata è la superficie mediale, anche se alcuni autori consigliano di incidere la superficie laterale, tra elice e antelice, al fine di scongiurare il rischio di parestesie da lesioni nervose e di favorire l'esposizione diretta del campo chirurgico.

COME ABRADERE LA CARTILAGINE? Alcuni chirurghi abradono la superficie mediale per favorire la tubulizzazione della cartilagine, altri la superficie laterale, seguendo le osservazioni di Stenstrom.

La tecnica di Converse, che separa l'elice dall'antelice e questo dalla conca, non abolisce l'elasticità della cartilagine che, ancorché tubulizzata, conserva la sua tendenza ad appiattirsi nuovamente.

Mustardè affida la durevolezza del risultato ai punti di sutura che avvicinano l'antelice alla conca, e all'effetto stabilizzante della cicatrice postoperatoria. Anche questo metodo lascia spazio a possibilità di recidiva.

Pitanguy annulla definitivamente l'elasticità cartilaginea ma, come abbiamo accennato, a scapito della forma del neo-antelice, che risulta quadrangolare e discontinuo rispetto alla naturale ondulazione della superficie auricolare.

Stenstrom adotta un metodo che abolisce la malformazione dell'antelice, considerando marginali le varianti morfologiche della malformazione.

La tecnica più razionale per la correzione delle orecchie a sventola combina:

a) l'asportazione di una losanga cutanea, misurata con accuratezza millimetrica, dalla regione posteriore dell'orecchio.

b) microincisione (e non abrasione) della superficie laterale della cartilagine dell'antelice

c) avanzamento a V-Y del lobulo

                              

d) escissione di una losanga dalla conca o dalle aree di eccedenza cartilaginea

La cartilagine auricolare è matura all'età di 7- 8 anni, ma l'intervento di otoplastica può essere effettuato in età prescolare. Nel periodo post-operatorio il paziente indossa una guaina elastica. I punti di sutura, nascosti nella regione retroauricolare, cadranno spontaneamente.