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Paziente di sesso
maschile, di 32 anni. Presenta avulsione parziale dell'elice e della scafa, procurate
da un morso di cane. Si presenta due settimane dopo il trauma e un fallito intervento
di reinnesto. I margini della ferita sono iperemici, tumidi, non completamente
riepitelizzati, con tracce di tessuto necrotico.
Medico quotidianamente la ferita con spugna di collagene imbevuta di antibiotico, fino a completa riepitelizzazione. Decido quindi di eseguire la ricostruzione utilizzando la cute retroauricolare. 1° tempo: allestisco il lembo tubulato di cute mastoidea. Incido e scollo la cute della regione mediale dell'orecchio, ribaltandola anteriormente e suturandola ai margini della superficie cruenta lasciata dal lembo tubulato. 2° tempo: dopo dieci giorni stacco sia il peduncolo prossimale del lembo tubulato che il lembo retroauricolare. Con il primo ricostruirò l'elice, con il secondo la scafa. 3° tempo: dopo dieci giorni, separo il capo distale del lembo tubulato e completo la ricostruzione. Copro l'area cruenta residua con un innesto di cute retroauricolare controlaterale.
La cute retro-auricolo-mastoidea, grazie alla sua duttilità, al suo colore, all'eccellente vascolarizzazione e al supporto rigido fornito dall'osso, garantisce l'allestimento di una varietà di lembi utili a riprodurre la complessa struttura dell'orecchio. Le tecniche di ricostruzione dell'elice e della scafa prevedono: a) l'avanzamento e la tubulizzazione della cute locale, b) il trapianto di un composite graft dall'orecchio controlaterale, c) l'avanzamento di lembi composti di cute e cartilagine. La tecnica del
composite graft Nel caso in esame ho utilizzato un lembo tubulato mastoideo, abbinato ad uno di trasposizione retroauricolare. Grazie a questa tecnica l'orecchio conserva la sua grandezza naturale e nasconde gli esiti cicatriziali della zona donatrice.
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