CHI
CREA BELLEZZA S'ACCONTENTA DI POCO
Metodi,ambienti
La chirurgia della bellezza si svolge secondo
un metodo e in ambienti che non hanno niente
di bello. Scarifica, scolla, raspa, succhia,
inietta, taglia, caustica, infilza
sono
queste le operazioni del nostro lavoro quotidiano.
Esse contrassegnano anche ogni azione eversiva
finalizzata a cancellare i valori classici (per
ripristinarli non appena si siano assimilati),
e connotano il gusto sanguinario del chirurgo,
a volte appena placato e a volte esasperato
dall'obbligo del rispetto dei canoni.
In ambedue i casi, si fa a pezzi il balocco
per carpirne la struttura.
Consapevolezza
Il chirurgo che modella il corpo seguendo l'idea
del bello lo fa con mezzi e modi contrari alla
bellezza, assoggettato allo stesso paradosso
per cui l'attore deve privarsi delle emozioni
per poterle provocare nel pubblico, e il fornaio
per guadagnarsi il pane deve vendere il suo
pane.
D'altra parte, il maggiore appagamento per ogni
creatore, grande o piccolo che sia, deriva proprio
da questo sentimento d'abnegazione, più
durevole e vibrante di quello prodotto dall'identificazione
con l'opera compiuta, che prelude alla sua rinuncia.
La consapevolezza sfida e deprime sempre il
sentimento di potenza.
Che cos'altro avrà provato Dio durante
la Creazione?
Autoriferimento
Epidemide mostrò l'inconcludenza del
narcisismo con i suoi esempi sull'autoriferimento,
che finiscono nell'assurdo. Se dico, ad esempio,
che io rendo belli quelli che non ci riescono
da soli, e mi chiedo poi se posso rendere bello
me stesso, se rispondo sì vuol dire che
non riesco a rendermi bello da solo, se rispondo
no, riconosco ugualmente che non riesco a rendermi
bello da solo.
Servi, godi, taci (Rosmini)
Chi crea bellezza, patendo lo scotto del succitato
fenomeno di "privazione da produzione"
è però molto abile a mantenere
ai massimi livelli il gradiente esterno del
bello, poiché gli è propria una
capacità percettiva del bello nell'infinitesimale.
Insomma, è un tipo capace di godere delle
piccole cose.
Riflessi
E' un grande maestro, lo specchio. I pittori
del 500 lo utilizzavano per individuare, attraverso
l'immagine riflessa, i difetti nelle loro opere.
Noi lo usiamo, prevalentemente, per assecondare
la nostra vanità. Allora, l'immagine
che vediamo sulla sua superficie non riflette
il nostro viso, ma la nostra maschera. Lo specchio
è, inoltre, l'unico mezzo che abbiamo
per osservarci le spalle, privilegio che è
concesso solo agli altri.
"La
presenza di uno schema regolare ha sempre un
significato" (W.W.
Sawyer, Prelude to Mathematics)
"Un
uomo che possiede una coscienza altamente sviluppata
non ha quasi bisogno di progettare" (
Maharishi Mahesh Yogi)
Il modellamento chirurgico del profilo facciale,
come la sfaccettatura di una pietra grezza in
una gemma, rappresenta la realizzazione di uno
schema geometrico. E la cefalometria
del profilo ricorda le simmetrie angolari delle
pietre preziose, più precisamente il
taglio a brillante visto di profilo, che ripete
l'ordine tridimensionale del diamante.
L'interpretazione geometrica di immagini ritenute
comunemente simboli di bellezza rivela tuttavia
eccezioni, particolari che sfuggono alle regole
geometriche del bello.
Proviamo ad esaminare con la cefalometria le
immagini ritenute simbolo di bellezza. In tutte
scopriremo imperfezioni, asimmetrie: una quidditas
scolastica al negativo che funziona da specchietto
per le allodole.
La
bellezza è atipica?
Studi
preoperatori
Ritmi
Circadiani ed autoconoscenza (Cerca di Farti
un Autoritratto)
Ore 9 Ore 15 [...]
Buchi,
solchi, dubbi
[...]
Peeling
Spellare
la pelle è un atto antiestetico che assolve
molte finalità estetiche. A differenza
dei rettili, noi umani non possediamo la capacità
di mutar pelle in un solo colpo e ciò
rappresenta un cruccio, ora che abbiamo appreso
gli effetti prodigiosi dei peeling. [...] Nel
più economico tra tutti i peeling, si
esegue una pura e semplice manovra di [...]
Cefalometria
Se vuoi interpretare un'immagine, prova a dividerla,
a trasformarla in figure geometriche.
Non è una novità, e non è
una teoria del mondo digitale. E' un gioco che
risale al Rinascimento, quando artisti e principi
avevano una mania in comune: quella di dividere
tutto in parti [...]Leonardo studiò le
relazioni che rivelano l'armonia del viso, trasformando
in angoli i rapporti tra le sue parti [...]
La
divisione del viso non è solo questione
cefalometrica, ma risponde ad intrinseche proprietà
anatomiche. La faccia è scomponibile
in tre parti:cranio, mascella, mandibola[...],
il principale nervo si chiama trigemino - dal
latino trigeminus: nato con altri due, poichè
è formato da tre branche, e i frenologi
attribuivano intelligenza, intuito e sensualità
[...]
Ricetta
per il Profilo Facciale
"Un
uomo che possiede una coscienza altamente sviluppata
non ha quasi bisogno di progettare." (Maharishi
Mahesh Yogi)
La
forma del viso può essere migliorata
asportando, oltre che losanghe di cute, pezzetti
d'osso.
[...] Far saltare un pezzo d'osso dalla faccia
non è come scolpire materia inerte [...]
Prima
di togliere dal viso pezzi d'osso, allo scopo
di migliorarne le fattezze, si esegua il progetto,
così come facevano gli antichi maestri
per i loro ritratti (a meno che la vostra coscienza
non lo ritenga necessario).
Una
volta disegnate le imperfezioni del profilo
facciale - evidenziate cioé le parti
in eccesso e in difetto, che si trovano all'esterno
o all'interno del contorno cefalometrico - si
prenda martello e scalpello e si proceda alla
scultura facciale.
Non
fatevi illusioni sulla stabilità del
risultato. Nel corso del tempo il profilo cambierà
forma, come accade a tutto ciò che appartiene
a questo nostro mondo. [...]
Come l'universo, il naso è in espansione;
trascinato verso il basso dalla forza di gravità
e dilatato dai suoi buchi neri, regioni dello
spazio da cui nulla può venir fuori,
a meno che non lo si sprema tra le dita.
Perchè
aperta
La
rinoplastica correttiva aperta
è tuttora il metodo di scelta per
modellare punte nasali ricche di tessuto sottocutaneo;
nasi detti bulbosi o da boxeur.
E' anche utile quando si debba asportare tessuto
cicatriziale eccedente, formatosi dopo un primo
intervento di rinoplastica.
Sia
la cicatrice che il grasso possono essere sciolti
con infiltrazioni di farmaci,
ma l'esposizione delle strutture cartilaginee
nasali, con la tecnica ideata da Rethi nel 1921,
permette di effettuare una scultura estremamente
precisa delle cartilagini laterali, del setto
e della punta.
In
queste immagini osserviamo successivamente:
a)L'incisione
della columella, tempo iniziale. L'intervento
è effettuato con l'ausilio di occhiali
d'ingrandimento.
b)Scheletrizzazione
delle cartilagini alari .
c)Separazione
delle cartilagini laterali dal setto nasale.
Losanghe
Sottrarre losanghe di pelle toglie anni al corpo.
Quando si può camuffare il taglio lungo
le linee di minima tensione o in una zona nascosta
allo sguardo altrui, togliere losanghe di pelle
è il sistema più facile, e il
più antico, per rassodare pelle invecchiata,
correggere orecchie a sventola, ridurre la calvizie.
Il primo a togliere losanghe, in tempi successivi,
dal mantello cutaneo fu Morestin, chirurgo nativo
della Martinica. La sua tecnica, perfezionata
dall'aggiunta di espansori
ed estensori cutanei, si adopera ancora
oggi, in particolar modo per la chirurgia delle
cicatrici e
della calvizie
e delle neoformazioni
cutanee.
Charles Conrad Miller fu il primo a documentare
con fotografie gli effetti del ringiovanimento
del viso dopo l'asportazione di pezzi di pelle,
mucosa e muscoli. Descrisse anche la sua tecnica
di riempimento delle rughe facciali con iniezioni
di paraffina e di un miscuglio composto di guttaperca
e cascami di seta.
Raymond Passot descrisse nel 1919 la sua tecnica
di ringiovanimento facciale mediante l'asportazione
di losanghe di cute da zone periferiche del
viso. Erich Lexer effettuò il suo primo
face lift su un'attrice che si stirava le rughe
della faccia con cerotti nascosti dietro le
orecchie e tra i capelli, asportando una quantità
di pelle pari a quella raccolta dagli adesivi.
Ancora
oggi si lavora più o meno in questo modo.
Si tratta sempre di togliere, aggiungere,stirare,
scollare pelle, muscoli e fasce (strutture tegumentali).
La faccia invecchia, né più né
meno come una prugna. Perde acqua e si raggrinza.
Ora, per far tornare fresco il frutto, si dovrà
non solo stirare la buccia appassita, ma restituirgli
l'acqua perduta, altrimenti il risultato sarà
una prugnetta di età indefinibile, ma
pur sempre secca.
Uno dei problemi, quando si stira la pelle della
faccia, è lo smorzamento dell'azione
dei muscoli mimici, quelli che svelano l'autenticità
delle nostre intenzioni (il risultato è
un'espressione di eterna sorpresa, sentimento
che corrisponde alla vocale O e si confà
alle labbra femminili, o di sogghigno congelato,
che risponde alla I). D'altra parte, se non
è tirata quanto basta, continuerà
a rivelare la nostra età e le nostre
bugie.
L'arte di ringiovanire la faccia con la chirurgia
dovrà sfruttare le quattro fondamentali
manovre - sottrarre, aggiungere, stirare e scollare
- servendosi delle tecniche cefalometriche,
che sono numerose quanto la varietà dei
tagli del diamante. Lo scopo è quello
di donare al viso un'espressione naturale e
felice, che si armonizzi con l'intero alfabeto.
Qualora non si voglia apprendere l'arte di preservare
il corpo-mente dall'usura dello spazio-tempo,
così come si dovrebbe per ogni bene pregiato,
si ricorra pure alla chirurgia, tenendo però
a mente che le tecniche ideali non hanno tempi
brevi, ma tendono a produrre un ringiovanimento
graduale. Ripercorrono, come in un film in retromarcia,
le fasi della senescenza e correggono un po'
per volta i segni della vecchiaia. Si riempie
e si sottrae, si scolla e si stira, preservando
la mimica e rispettando le linee cefalometriche.
Il ringiovanimento chirurgico deve seguire i
tempi del restauro di un ritratto d'autore.
Il viso non fa eccezioni alla regola degli opposti:
abbiamo individuato in esso la simmetria solida
del cristallo e la caduca rotondità di
un frutto; ora diremo che il viso è simile
ad un fiore. Gli strati tegumentali sono i petali
che possono essere stirati e rinvigoriti.
Sottrarre, aggiungere,
stirare, scollare
Quattro
azioni, comuni a molti lavori artigianali, che
contrassegnano la dimestichezza del chirurgo
con la plasticità del corpo umano, oggetto
del suo lavoro artigianale.
1. Sottrarre
"Se si vuole restringere
bisogna innanzi tutto estendere"
(Tao-te-ching)
Il chirurgo, a cui è richiesta la riduzione
della massa corporea dal paziente obeso, dovrà
innanzi tutto sottrarre il tessuto in eccesso,
quindi estendere la pelle, per chiudere i bordi
della soluzione di continuo procurata dall'escissione,
per restringere la silhouette.
Sottrarre, estendere, ridurre [...]
Specchio
dell'anima
"L'anima
si specchia nelle grinze della pelle" (Il
Libro dell'Ego)
I globi oculari galleggiano sul grasso delle
orbite come palloncini sul pelo dell'acqua.
Il grasso orbitale serve ad ammortizzare i colpi,
e gli occhi sono abbastanza robusti da sopportare
incolumi aumenti di pressione tali da rompere
le pareti ossee dell'orbita.
Prelievo di tessuto adiposo
dell'orbita
La
regione orbitale, privata del globo oculare,
può ancora esprimere emozioni grazie
al movimento dei muscoli frontale, orbitale,
corrugatore delle sopracciglia e procero; muscoli
della mimica che muovono la fronte, le sopracciglia,
le palpebre. Ma il globo oculare, privato dei
muscoli e della pelle,
diventa
impassibile, vitreo, freddo come quello di un
cyborg.
Non è infatti l'occhio lo specchio dell'anima,
ma il tessuto che lo circonda.
Ricostruzione della regione
orbitale
D
i s e g n a r e i
l V i s o S
e n z a i l
Bi s t u r i
PIANTE, VERNICI, RINASCIMENTO,
PELLE
Plastica,
giaciglio dell'umanità (Il
Libro dell'Ego)
"Proviamo a pensare a quante cose
servivano le piante prima dell'avvento della
plastica e delle altre materie sintetiche, e
capiremo l'importanza che questa scienza (botanica)
ha sempre avuto per l'umanità".
La signora Rigutti ci invita a riflettere, nel
suo manuale di botanica, sul valore prioritario
della materia vegetale rispetto a quella sintetica.
Anche i vecchi marinai rimuginano sulla comparsa
della materia plastica, che associano alla tempra
del navigante attuale.
L'autrice
spiega che allo studio delle piante si devono
le seguenti scoperte: cromatografia, primo principio
della termodinamica, pressione osmotica, moti
browniani, teoria cellulare, genetica
La materia vegetale, dunque, ci ha consegnato
quella sintetica ed ha avviato gli studi sulla
clonazione cellulare.
[...]
Estrazione
dei principi attivi 
AUTO-MODELLAMENTO
GINNASTICA
FIORI
DIETA PLASTICA
Plasticità
ed Elasticità del Corpo Umano
Plasticità.I
tessuti corporei possono cambiar forma se sottoposti
a sollecitazioni meccaniche. Lo spostamento
del liquido interstiziale, la deformazione viscoelastica,
il reclutamento di pelle limitrofa, l'aumento
del contenuto di collagene, la sintesi del DNA,
l'aumento delle mitosi cellulari sono all'origine
della plasticità corporea .
Elasticità.
L'elasticità cutanea, che dipende dal
contenuto di elastina nel derma, è stata
dimostrata per la prima volta nel 1861 da Langer,
il quale trafisse la pelle di un cadavere con
una lama a sezione circolare. La ferita risultò
di forma ovale e non tonda, il che dimostrava
che la pelle è in uno stato di costante
tensione .
Tessuto
Connettivo .
Plasticità ed elasticià della
pelle sono un indice dello stato di robustezza
generale del tessuto connettivo. Questa impalcatura,
che sostiene e trattiene tutti i tessuti del
corpo, è costituita da:
-
CELLULE IN MATRICE SEMISOLIDA: 1) connettivo
fibroso lasso: forma le guaine dei muscoli,
vasi e tendini, 2) connettivo fibroso denso:
è il tessuto robusto delle valvole cardiache,
dei legamenti e delle capsule articolari, 3)
connettivo elastico: nelle pareti dei vasi sanguigni,
4) connettivo adiposo: protegge gli organi,
e forma il pannicolo sottocutaneo termoisolante,
5) connettivo tendineo: connette i muscoli alle
ossa.
-
CELLULE IN MATRICE FLUIDA: sangue, che trasporta
ossigeno ai tessuti, e ci difende contro batteri,
allergeni, virus.
-
CELLULE IN MATRICE SEMISOLIDA GELATINOSA: mesenchima
(connettivo embrionale).
-
CELLULE IN MATRICE SEMISOLIDA RETICOLARE: rete
tridimensionale nella milza, linfonodi e midollo
osseo.
-
CELLULE IN MATRICE SEMISOLIDA ELASTICA: 1) cartilagine
ialina delle vie aeree ed estremità delle
ossa 2) cartilagine fibrosa bianca dei dischi
intervertebrali, 3) cartilagine fibrosa gialla
della laringe e orecchio.
-
CELLULE IN MATRICE SOLIDA: tessuto osseo.
L'assunzione
di estratti vegetali per via orale e topica
stimola la produzione di collagene ed elastina,
preserva il contenuto d'acqua nella pelle e
nutre il tessuto connettivo, struttura portante
del corpo. I fitoestratti sono ricchi di vitamina
C, selenio organico, alcaloidi, glucosidi e
acidi organici.
Acqua. L'acqua
costituisce circa il 70% del corpo umano adulto,
ed è contenuta per la maggior parte all'interno
delle cellule. Questo rapporto vale anche per
la pelle, organo che deriva dall'ectoderma,
lo stesso tessuto embrionale da cui origina
il cervello. Cervello e pelle partecipano alla
funzione di percepire gli stimoli ambientali
e reagire ad essi (funzione di controllo).
Così
come è indispensabile mantenere costante
il contenuto d'acqua del corpo, assumendone
dall'esterno, è indispensabile proteggere
la pelle dalla disidratazione mediante emulsioni
nutritive antidisidratanti-reidratanti a base
di lipidi vegetali, che stimolano i fibroblasti
a produrre elastina e collagene e funzionano
anche da filtro per i raggi ultravioletti di
tipo B, tra i maggiori fattori carcinogenetici
per la pelle ( il 95% delle radiazioni che raggiungono
la pelle sono di tipo A - lo strato d'ozono
della stratofera assorbe completamente gli UVC
- la piccola dose residua di UVB è sufficiente
a stimolare trasformazioni
neoplastiche).

La
Pelle, gli Acidi, le Basi
[…]
IL PH CORPOREO […] Diete personalizzate e polveri
alcalinizzanti stabilizzano il ph corporeo [...]
Cheratolisi
e Cheratoplastica. Ascorbil palmitato,
acido kojico , resorcina, fenolo svolgono azione
cheratolitica e cheratoplastica. Riducono la
profondità delle rughe ed eliminano le
discheratosi attiniche (macchie da sole) sciogliendo
e levigando l'epidermide.
Acido Cogico
Olii
Essenziali . Composti da terpeni
più alcol, aldeidi e altre sostanze,
sono insolubili in acqua, altamente volatili
e penetrano rapidamente attraverso la cute.
Contenuti nei peli ghiandolari delle piante,
nei fiori e nei frutti, esercitano numerosi
effetti benefici, tra cui quelli batteriostatico,
tonificante e vasodilatatore. Utilizzateli nei
bagni di vapore, nelle emulsioni topiche, e
negli olii per il drenaggio manuale che, sfruttando
i fattori all'origine della plasticità
connettivale, mantengono la bellezza del contorno
corporeo.
La
metafisica del
pennello da barba
Come
proclamarsi sovrani di se stessi con rituali
rotatori [...]
Silicio
organico & collagene
Organico,
inorganico [...]
Equiseto

Pelle
e piante vasoattive
Estratti
vasoattivi 
Il
Bello, l'Io, la Plasticità, il Corpo-Mente,
lo Spazio-Tempo [...]