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"Chirurgia Estetica in Day    Clinic"

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia

[1]Fruscella P.: La Mastoplastica Riduttiva Eseguita con una Tecnica Combinata. Rivista Italiana di Chirurgia Plastica, 15:349,1983.


la Mastoplastica Riduttiva

Dr. P. FRUSCELLA

AIRPT - Centro Ricerche sulla Plasticità Tessutale - Roma

 


Quando è indicata la Mastoplastica Riduttiva?

Le condizioni che giustificano l'intervento di riduzione volumetrica delle mammelle sono sia di ordine psicologico che fisico. Le prime derivano dal rifiuto dell'alterazione fisionomica prodotta dall'ipertrofia mammaria; le seconde sono rappresentate dalla difficoltà nella pratica di esercizi fisici, da dermatiti delle pieghe sottomammarie, dall'incurvamento del rachide dorsale, da dolori alle spalle e dalla mastodinia.


Quali sono le tecniche più in uso attualmente?

La tecnica da me utilizzata nelle ipertrofie di grado severo (terzo grado: areola-capezzolo dislocati inferiormente al solco sottomammario, in posizione capovolta, basata sul polo inferiore) combina un lembo laterale portatore dell'areola-capezzolo con un secondo lembo dermoghiandolare a base inferiore, che assicura la stabilità del risultato morfologico nel tempo [1].

La combinazione della liposcultura con la chirurgia a cielo aperto costituisce un'alternativa che permette di minimizzare le cicatrici, soprattutto nelle mammelle con alta componente adiposa.

© FRUSCELLA 2004

Altre tecniche con cicatrici corte, come quelle popolarizzate da Peixoto, Marchac, Lejour e Chiari, sono praticabili nelle ipertrofie di primo e secondo grado.

[1]Fruscella P.: La Mastoplastica Riduttiva Eseguita con una Tecnica Combinata. Rivista Italiana di Chirurgia Plastica, 15:349,1983.


E' possibile l'allattamento dopo intervento di M.R.?
La maggior parte delle metodiche in uso garantisce la continuità dei dotti ghiandolari e dunque l'allattamento.


Quanti giorni di ricovero sono richiesti?

La mastopessi, vale a dire la riduzione mediante modellamento esclusivamente cutaneo, può essere effettuata in anestesia locale con dimissione nella stessa giornata. Quando l'intervento è più complesso e rende necessaria l'asportazione di porzioni ghiandolari o l'allestimento di lembi cutaneo-ghiandolari, può essere indicato un giorno di ricovero.


Sono necessari i drenaggi?

E' quasi sempre consigliabile l'uso di drenaggi, collegati con un serbatoio e lasciati in sede fino a quando non sia cessata la fuoriuscita di siero e sangue.


A che età è consigliato l'intervento?
La mastoplastica riduttiva è indicata nel periodo che segue alla completa maturazione del parenchima, il che avviene qualche anno dopo il menarca. Tuttavia si può intervenire prima di tale epoca se l'ipertrofia mammaria causa ripercussioni sulla postura, come in questo caso di gigantomastia che procurava dolori dorsali.

pre post © FRUSCELLA 2004


La forma della mammella tende a cambiare dopo l'intervento?

Le variazioni di forma della mammella sono legate alla forza di gravità che trascina in basso i tessuti, alla gravidanza e allattamento. Alcune tecniche chirurgiche sono finalizzate a mantenere stabile il più a lungo possibile il risultato [1].


Qual'è la tecnica più popolare ?

Come nella maggior parte degli interventi di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, non esiste una tecnica standard valida per tutti i casi. Ogni paziente richiede uno studio personalizzato basato, oltre che sulle indagini clinico-strumentali e radiografiche, sulle immagini fotografiche e antropometriche.

In questa paziente ho adottato la tecnica combinata [1] con peduncolo laterale, portatore del complesso areola-capezzolo, e peduncolo distale inframammario, che assicura una notevole stabilità del risultato e scongiura il fenomeno del bottoming, vale a dire dello slittamento in basso della ghiandola, che provoca lo svuotamento dei quadranti inferiori e lo livellamento in alto del capezzolo.

pre post © FRUSCELLA 2004

Con quale frequenza è scoperto, nel corso dell'intervento di Mastoplastica Riduttiva, un carcinoma occulto?
Uno studio su larga scala compiuto da Snyderman e Lizardo [2] ha rilevato un'incidenza dello 0,4% di neoplasie maligne durante le indagini pre-operatorie, nel corso dell'intervento e nel contesto del tessuto asportato e sottoposto ad esame istologico. Da ciò deriva la necessità di catalogare il tessuto asportato a seconda della sede d'origine.
[2] Snyderman RK, Lizardo JG: Statistical study of malignancies found before, during or after routine breast plastic operations. Plast. Recontr. Surg. 25,253, 1960.

Quali sono le complicanze dell'intervento di Mastoplastica Riduttiva?
Nelle pazienti fumatrici la vascolarizzazione dei peduncoli può essere ridotta, causare la necrosi parziale o totale del complesso areola-capezzolo. Le cicatrici possono presentare ipertrofia o sviluppare cheloidi. Si possono verificare, inoltre, asimmetrie tra le due mammelle e i capezzoli che, in alcuni casi, presentano alterazione della sensibilità. Necrosi cutanee e sottocutanee sono più frequenti nelle pazienti fumatrici o nelle diabetiche.


L'intervento di Mastoplastica Riduttiva incide sul rischio di sviluppare una neoplasia maligna?

L'asportazione di tessuto ghiandolare - e dunque di siti potenzialmente cancerogeni - praticato durante l'intervento riduttivo, può ridurre l'incidenza del cancro della mammella.