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Quando è indicata la Mastoplastica Riduttiva?
Le condizioni che giustificano l'intervento di riduzione volumetrica delle mammelle
sono sia di ordine psicologico che fisico. Le prime derivano dal rifiuto dell'alterazione
fisionomica prodotta dall'ipertrofia mammaria; le seconde sono rappresentate dalla
difficoltà nella pratica di esercizi fisici, da dermatiti delle pieghe
sottomammarie, dall'incurvamento del rachide dorsale, da dolori alle spalle e
dalla mastodinia.
Quali sono le tecniche più in uso attualmente?
La tecnica da me utilizzata nelle ipertrofie di grado severo (terzo grado: areola-capezzolo
dislocati inferiormente al solco sottomammario, in posizione capovolta, basata
sul polo inferiore) combina un lembo laterale portatore dell'areola-capezzolo
con un secondo lembo dermoghiandolare a base inferiore, che assicura la stabilità
del risultato morfologico nel tempo [1].
La combinazione della liposcultura con la
chirurgia a cielo aperto costituisce un'alternativa che permette di minimizzare
le cicatrici, soprattutto nelle mammelle con alta componente adiposa.
© FRUSCELLA 2004
Altre tecniche con cicatrici corte, come quelle
popolarizzate da Peixoto, Marchac, Lejour e Chiari, sono praticabili nelle ipertrofie
di primo e secondo grado.
[1]Fruscella
P.: La Mastoplastica Riduttiva Eseguita con una Tecnica Combinata.
Rivista Italiana di Chirurgia Plastica, 15:349,1983.
E' possibile l'allattamento dopo intervento di M.R.?
La maggior parte delle metodiche in uso garantisce la continuità dei dotti
ghiandolari e dunque l'allattamento.
Quanti giorni di ricovero sono richiesti?
La mastopessi, vale a dire la riduzione mediante
modellamento esclusivamente cutaneo, può essere effettuata in anestesia
locale con dimissione nella stessa giornata. Quando l'intervento è più
complesso e rende necessaria l'asportazione di porzioni ghiandolari o l'allestimento
di lembi cutaneo-ghiandolari, può essere indicato un giorno
di ricovero.
Sono necessari i drenaggi?
E' quasi sempre consigliabile l'uso di drenaggi, collegati con un serbatoio e
lasciati in sede fino a quando non sia cessata la fuoriuscita di siero e sangue.
A che età è consigliato l'intervento?
La mastoplastica riduttiva è indicata nel periodo che segue alla completa
maturazione del parenchima, il che avviene qualche anno
dopo il menarca. Tuttavia si può intervenire prima di tale epoca
se l'ipertrofia mammaria causa ripercussioni sulla postura,
come in questo caso di gigantomastia che procurava dolori
dorsali.
pre
post © FRUSCELLA
2004
La forma della mammella tende a cambiare dopo l'intervento?
Le variazioni di forma della mammella sono legate alla forza
di gravità che trascina in basso i tessuti, alla gravidanza
e allattamento. Alcune tecniche chirurgiche sono finalizzate a mantenere
stabile il più a lungo possibile il risultato [1].
Qual'è la tecnica più popolare ?
Come nella maggior parte degli interventi di chirurgia plastica ricostruttiva
ed estetica, non esiste una tecnica standard valida per tutti i casi. Ogni paziente
richiede uno studio personalizzato basato, oltre che sulle indagini clinico-strumentali
e radiografiche, sulle immagini fotografiche e antropometriche.
In questa paziente
ho adottato la tecnica combinata [1] con peduncolo
laterale, portatore del complesso areola-capezzolo, e peduncolo distale inframammario,
che assicura una notevole stabilità del risultato e scongiura il fenomeno
del bottoming, vale a dire dello slittamento
in basso della ghiandola, che provoca lo svuotamento dei quadranti inferiori e
lo livellamento in alto del capezzolo.
pre
post © FRUSCELLA 2004
Con
quale frequenza è scoperto, nel corso dell'intervento di Mastoplastica
Riduttiva, un carcinoma occulto?
Uno studio su larga scala compiuto da Snyderman e Lizardo [2] ha rilevato un'incidenza
dello 0,4% di neoplasie maligne durante le indagini pre-operatorie, nel corso
dell'intervento e nel contesto del tessuto asportato e sottoposto ad esame istologico.
Da ciò deriva la necessità di catalogare il tessuto asportato a
seconda della sede d'origine.
[2] Snyderman RK, Lizardo JG: Statistical study of malignancies
found before, during or after routine breast plastic operations. Plast.
Recontr. Surg. 25,253, 1960.
Quali
sono le complicanze dell'intervento di Mastoplastica Riduttiva?
Nelle pazienti fumatrici la vascolarizzazione dei peduncoli può essere
ridotta, causare la necrosi parziale o totale del complesso areola-capezzolo.
Le cicatrici possono presentare ipertrofia
o sviluppare cheloidi. Si possono verificare, inoltre, asimmetrie
tra le due mammelle e i capezzoli che, in alcuni casi, presentano alterazione
della sensibilità. Necrosi
cutanee e sottocutanee sono più frequenti nelle pazienti
fumatrici o nelle diabetiche.
L'intervento di Mastoplastica Riduttiva incide sul rischio di sviluppare una neoplasia
maligna?
L'asportazione di tessuto ghiandolare - e dunque di siti potenzialmente cancerogeni
- praticato durante l'intervento riduttivo, può ridurre
l'incidenza del cancro della mammella.
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