Risultato post-operatorio

 

 

 


Ricostruzione di un piede folgorato da una scarica elettrica ad alta tensione.

Autore:

Pasquale Fruscella



 


 

www.ibs.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricostruzione di un Piede Folgorato da una Scarica Elettrica ad Alta Tensione

Chirurgia Plastica degli arti Inferiori. Bollettino dell'Ordine dei Medici, anno XVII, n°3, ottobre 2001.
P. F r u s c e l l a

Caso clinico

Paziente di sesso maschile, 34 anni, mentre lavora su cavi elettrici ad alta tensione, la pianta del piede destro, poggiata su una pedana metallica, è folgorata da una scarica ad alta tensione.

 

Intervento chirurgico

Si esegue courettage dell'escara e asportazione delle strutture necrotiche: 4° dito e 4° metatarso, cute plantare del 3° e 5° dito, aponeurosi plantare, tendine flessore del 4° dito e rispettivi muscoli lombricali.

Terminato il courettage, s'incide lungo il bordo posteriore del malleolo interno per identificare e isolare il peduncolo neurovascolare tibiale posteriore. Si scheletrizza anche una comunicante dell'a. tibiale.

Si effettua, quindi, prelievo del muscolo latissimus dorsi, incidendo per 15 cm. dal pilastro posteriore dell'ascella e scollando per via smussa lungo il bordo anteriore .

Il muscolo è liberato, per circa 20 cm., dal suo peduncolo neurovascolare. Nel corso dello scollamento del latissimus dalla gabbia toracica, s'individua il peduncolo arterioso del muscolo serrato, che è isolato con una fettuccia. Si comincia a incidere il bordo inferiore del muscolo latissimus, continuando medialmente e cranialmente, fino a far convergere l'incisione sull'ascella. Si forma, così, un lembo muscolare a ventaglio lungo 15 cm. e largo 18 cm.

Il peduncolo vascolare del latissimus è scheletrizzato fino all'arteria subscapolare, dove è sezionato.

Il muscolo è, quindi, fissato con punti in materiale riassorbibile ai margini del deficit plantare. Si procede a rimuovere l'avventizia dei vasi donatori e riceventi, che sono affrontati per verificare la congruità dei loro calibri, e si effettuano le anastomosi: a) termino-terminale tra arteria toraco-dorsale e ramo della tibiale posteriore, b) termino-laterale venosa.

Il muscolo è modellato escidendone le parti ridondanti. Si esegue innesto dermo-epidermico e affrontamento dei margini cutanei con punti staccati.