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AIRPT
- Centro Ricerche sulla Plasticità Tessutale
Progetto per le attività finanziate ai sensi dell'art.
9
della legge regionale 27.1.95 n°3:
Disposizioni in materia di volontariato in applicazione della
legge
11 agosto 1991, n° 226 art. 9"

TUMORI CUTANEI NELLA REGIONE MOLISE
Studio Finalizzato alla Divulgazione dei Mezzi di Prevenzione
e Cura
Risultati
Preliminari sull'Applicazione Locale
di Emulsioni a Base di Fitoestratti per la Prevenzione delle
Discheratosi
La
ricerca, che l'AIRPT conduce nel campo delle malattie della
pelle, è tesa all'individuazione di strumenti di prevenzione
ed igiene, che difendano i due metri quadrati del nostro mantello
cutaneo dall'insulto di agenti patogeni, di provenienza sia
esogena, sia endogena.
Il rivestimento del nostro corpo non può essere, infatti,
assimilato ad una membrana inerte, scudo difensivo la cui
resistenza si possa stimare misurandone lo spessore.
L'importanza di questo apparato è già segnalata
dalla derivazione, dei suoi strati superficiali (epidermide),
dal medesimo tessuto embrionale che genera l'encefalo (1.)
e dalla partecipazione con l'encefalo al sistema di controllo
del nostro organismo, atto alla percezione e all' interazione
con gli stimoli ambientali.
(1.)
Ectoderma, dal greco ectòs (esterno) e derma (pelle).
Il sistema vegetativo - che è rappresentato dal cuore,
polmoni, stomaco, intestino e reni, permette ciò che
è concesso anche alle piante: nutrirsi per crescere
e replicarsi - prende origine dai tessuti intermedi ed interni
dell'embrione, il meso e l'endoderma.
La stessa definizione, di mantello cutaneo, non riconosce
la continuità della cute con le mucose delle cavità
interne dei vari apparati (digerente, respiratorio, urogenitale),
che richiama alla mente le involute superfici della topologia.
* * *
Il nostro studio mette in particolare evidenza, tra le numerose
funzioni che assolve la pelle, quella concernente la sua capacità
di assorbire sostanze medicamentose.
Si evidenzierà, anche, la straordinaria capacità
rigenerativa dei suoi strati basali (3.), utilizzata da nuovi
farmaci e strumenti capaci di cancellare le lesioni pre-tumorali,
stimolando la neoformazione di cellule, matrice intercellulare
e collagene, con il risultato supplementare di un evidente
ringiovanimento cutaneo.
(3.)
La ricerca più avanzata, nel campo delle cellule staminali,
è tesa ad utilizzare il potenziale germinativo delle
cellule cutanee basali.
Un centimetro quadrato di cute è popolato da tre milioni
di cellule, nutrite da una fitta rete di capillari che sviluppano
la lunghezza complessiva di un metro. Tremila neuroni (cellule
nervose) sono collegati da quattro metri di microscopici nervi;
duecento recettori raccolgono le sensazioni dolorifiche e
cento ghiandole sono preposte alla secrezione del sudore.
Questa minuta tessera della nostra pelle - organo dotato di
proprietà ancora lontane dalla completa decifrazione
- riassume funzioni che ci illustra questo elenco:
Filtro immunologico - individua elementi estranei e nocivi
al nostro organismo e ne blocca la diffusione.
Schermo
fisico - limita la penetrazione delle radiazioni elettromagnetiche.
Radar - intercetta segnali ambientali di differente natura
(termici, pressori, algici).
Fabbrica chimica - produce fibre più robuste dell'acciaio
(collagene ed elastiche).
Tessuto seducente - è il principale organo dell'attrazione
sessuale (ferormoni).
Contenitore idro-repellente - trattiene i liquidi corporei
e impedisce l'assorbimento di acqua dall'esterno.
Pannello termoregolatore - dai suoi frigo e calocettori partono
gli stimoli diretti all'encefalo per la stabilizzazione della
temperatura corporea.
* * *
La capacità della pelle di rigenerarsi, guarendo le
sue lesioni, e di aumentare il suo spessore quando sia sottoposta
a microtraumi continuativi, fa sì che consideriamo
quest'organo dotato di attitudine all'autonomia, sottovalutando
i rischi a cui lo espone il suo ruolo di barriera primaria
agli insulti dell'ambiente esterno (agenti patogeni, onde
elettromagnetiche, polveri, prodotti chimici).
La medicina occidentale comincia da poco a recepire le pratiche
tramandate, per millenni, dalle antiche civiltà. Esse
interpretavano la superficie del corpo umano come uno specchio
delle malattie, e vi compievano, con tecniche molteplici,
stimolazioni in grado di accelerare la guarigione, ovvero
di ridurre la gravità dei sintomi.
* * *
Nella
nostra ricerca, abbiamo somministrato sulle parti della cute
più esposte all'ambiente esterno - mani e volto - emulsioni
dermonutritive, gel cheratoplastici, estratti vasoattivi ed
antiossidanti allo scopo di:
a) regolarizzare e attivare il ricambio cellulare dagli strati
germinali
b) pulire la cute da elementi discheratosici, prodotti dall'alterazione
dei processi mitotici
c) stimolare la produzione di sostanza intercellulare da parte
delle cellule del derma (fibroblasti)
d) proteggere la cute dagli agenti esogeni, e specialmente
dalle radiazioni elettromagnetiche
e) prevenire la disidratazione ed i fenomeni conseguenti di
desquamazione, screpolatura e fessurazione (xerosi)
f) ostacolare i processi ossidativi
Nei prodotti non sono stati aggiunti conservanti. Inoltre,
l'origine naturale degli ingredienti ha anche suggerito di
somministrarli a pazienti con patologie sistemiche, sfruttando
appunto la permeabilità della cute ai medicamenti.
Si sono create, così, formulazioni contenenti principi
attivi indicati per patologie quali l'ipertensione, l'arteriosclerosi,
l'artrite, il fenomeno di Raynaud.
I pazienti con diatesi allergica non sono stati inclusi in
questa fase della ricerca.
I
risultati preliminari hanno evidenziato, oltre alla regolarizzazione
del colore, all'aumento dell'idratazione e quindi della levigatezza
cutanea, un intenso effetto inibitorio sulle degenerazioni
iper-para-cheratosiche, che testimonia l'efficacia dei fitoestratti
nella prevenzione delle neoplasie cutanee.
Note
di Anatomia della Pelle
L'
Epidermide
E' un epitelio malpighiano cheratinizzato, composto da quattro
strati differenziabili istologicamente:
Strato Basale (germinativo): rappresentato da una fila
di cellule cilindriche, disposte a palizzata, provviste di
grande nucleo e di granuli di melanina in quantità
proporzionale al colore cutaneo. Anche nei Vertebrati terrestri
(Anfibi adulti e Amnioti) le cellule di questo strato sono
nucleate e in attiva moltiplicazione verso lo strato intermedio
e, di seguito, il superficiale (strato corneo) composto di
cellule morte, anucleate, ridotte a laminette di cheratina.
Strato Filamentoso (malpighiano o spinoso): multistratificato
con cellule poliedriche (prismatiche poligonali ed ovalari),
che si appiattiscono progressivamente verso la superficie.
Tra esse sono evidenti elementi intercellulari (o spine) e
fasci di fibrille (tonofilamenti), che servono da saldatura
tra una cellula e l'altra.
Strato Granuloso: quattro file di cellule che tendono
ad appiattirsi, ancora dotate di nucleo, in via di degenerazione,
con granuli rifrangenti di cheratoialina e segni di trasformazione
dei tonofilamenti in fibrille cheratiniche. Lo strato granuloso
non è presente nelle mucose dove, altrimenti, segnala
un processo di cheratinizzazione patologica.
Strato Corneo: il suo spessore varia a seconda delle
regioni corporee. E' formato da cellule anucleate composte
di cheratina. Anche questo strato, come quello granuloso,
manca nelle mucose dove, altrimenti, segnala condizioni patologiche,
ad es. leucoplachie.
Le cellule dello strato corneo vengono via via eliminate (desquamazione)
e sostituite da nuovi elementi provenienti dallo strato germinativo.
Il rinnovamento continuo dello strato corneo, che tende a
distaccarsi a mo' di scagliette nei Mammiferi (forfora), avviene
sotto forma di lembi nelle lucertole e anfibi (muta) o come
una membrana continua nei Rettili (exuvie).
Nei Vertebrati acquatici (comprese le larve di Anfibi) manca
lo strato corneo e non vi sono importanti differenze tra le
cellule epiteliali situate a diverse profondità.
Il rivestimento esterno degli Invertebrati è solitamente
formato da uno strato di cellule ciliate (come nella maggior
parte degli animali d'acqua) ovvero da una membrana di spessore
variabile da cui possono originare esoscheletri chitinosi,
conchiglie, ecc. (p. es. Molluschi, Anellidi, Artropodi ecc.).
La
pelle è provvista di elasticità, conferitale
dalle fibre elastiche. In quasi tutte le regioni del corpo
è sollevabile in pieghe, ad eccezione del palmo della
mano o della pianta del piede dove si presenta molto aderente
ai piani sottostanti.
Il suo spessore complessivo, che varia da 0,5 mm (cute palpebrale
con epidermide di 0,03 mm) a 5 mm (pianta del piede, con epidermide
di 1,5 mm), si riduce con il progredire dell'età.
Il colore differisce in relazione alla pigmentazione, all'età,
allo spessore e alla ricchezza dell'irrorazione sanguigna.
La superficie della pelle presenta una trama fittissima di
rilievi e depressioni (dovuti alla forma delle parti scheletriche
e muscolari sottostanti), e orifici dove sboccano i follicoli
piliferi e le ghiandole sebacee e sudoripare.
Alcuni di questi solchi e rilievi possono essere transitori,
perché dovuti ai movimenti delle articolazioni o dei
muscoli, altri diventano, col tempo, permanenti (rughe).
* * *
Il Derma
Nei Mammiferi a pelle spessa e nell'uomo si divide in uno
strato papillare e uno compatto.
Il primo è situato immediatamente al di sotto dell'epidermide
e prende il nome da particolari rilevatezze (papille) che
in esso si formano. Talora le papille assumono un maggiore
sviluppo ed evidenziano un disegno caratteristico sulla superficie
cutanea, come nei polpastrelli del palmo della mano o della
pianta del piede (dermatoglifi) caratteristica, quest'ultima
che, insieme con la distribuzione e la quantità di
ghiandole sebacee, la presenza di una tipica macchia pigmentata
nella regione lombare (macchia mongolica), il colore e la
forma dei capelli, la distribuzione della pelosità
corporea assume interesse antropologico.
Negli Omeotermi la tela sottocutanea è più o
meno spessa e ricca di cellule adipose (pannicolo adiposo).
In molti Mammiferi, nel suo spessore può svilupparsi
una muscolatura striata rappresentata dai cosiddetti muscoli
pellicciai (nell'uomo, un muscolo pellicciaio è il
platisma del collo).
Grazie all'attività delle sue ghiandole sudoripare,
la cute svolge, in cooperazione con l'apparato urinario, funzione
escretoria.
Il derma negli Eterotermi appare distinguibile in uno strato
"limitante", confinante con l'epidermide, uno "spugnoso"
a tessitura lassa, e uno "compatto"; la tela sottocutanea
è poco sviluppata e non contiene depositi di grasso;
fanno eccezione i Ciclostomi che hanno un sottocute ricco
di tessuto adiposo.
Il derma può assumere notevole spessore. Nelle regioni
sottoposte a pressioni e sfregamenti, vi compaiono borse mucose
o sierose contenenti un liquido del tutto simile alla sinovia,
aventi funzione di limitare i danni derivanti dall'attrito.
Dal suo strato papillare le creste si incuneano in quello
epidermico. Esse sono fornite di vasi attraverso i quali avviene
la nutrizione dell'epidermide stessa, che ne è priva.
Il
derma è percorso da fibre del sistema vegetativo (destinate
ai vasi, ai muscoli lisci cutanei, alle ghiandole, ai peli),
le cui terminazioni possono arrivare all'epidermide, che assume
così la funzione di primario organo sensoriale.
Il derma è composto prevalentemente di fibre collagene,
immerse nella sostanza fondamentale amorfa formata prevalentemente
da mucopolisaccaridi acidi (acido ialuronico, proteoglicani,
fibronectina).
Non visibile nei preparati istologici, la sostanza fondamentale
riempie ogni spazio vuoto tra le fibre e le cellule del derma,
conferendo turgore e levigatezza alla cute.
Le
fibre elastiche, in numero minore rispetto al collagene, a
cui sono interconnesse, permettono la distensione della cute.
* * *
L' Ipoderma
E'
un tessuto grasso, diviso da tralci di connettivo, situato
tra derma e tessuto cellulare sottocutaneo. Contiene le ghiandole
sudoripare e le radici dei follicoli piliferi.
Gli
annessi epidermici
Le ghiandole sudorali, sebacee, i peli e le unghie sono gli
annessi che derivano embriologicamente dall'epidermide, ma
sono collocati nel derma e nell'ipoderma.
Le ghiandole sudorali sono di due tipi:
Eccrine: distribuite su tutta la superficie corporea, con
particolare densità nelle regioni palmo-plantari, ascellari,
frontali e pettorali. Sono formate da un tubulo avvolto a
gomitolo.
Apocrine: situate nelle regioni ano-genitali, inguinali, ascellari
e mammarie. Differiscono dalle eccrine per il diametro più
grande del tubulo, che non si apre all'esterno ma nel follicolo
pilo-sebaceo, e per l'eosinofilia delle cellule limitanti
il lume.
La ghiandola mammaria è una ghiandola apocrifa specializzata
nella produzione del latte.
Le ghiandole sebacee
Sono congiunte all'apparato pilo-sebaceo, abbondanti nel naso
e nelle guance. Si sviluppano dopo la pubertà. Somigliano
ad un grappolo d'uva. Gli acini che le compongono si riempiono
progressivamente di sebo fino a rompersi. La loro funzione
è quella di lubrificare peli e pelle.
Le ghiandole di Meibomio sono una varietà di ghiandola
sebacea.
La pelle dei Vertebrati contiene cellule dotate di attività
secretoria e ghiandole tubulari e alveolari. Anche l'epidermide
dei Ciclostomi e dei Pesci è ricca di cellule ghiandolari
mucipare, produttrici di secrezioni dense che rivestono la
pelle e probabilmente intervengono nella regolazione degli
scambi idrici. I Ciclostomi Mixinoidei sono forniti di sacchi
mucigeni, ghiandole laterali cutanee mucipare.
Le
ghiandole pluricellulari mancano nella pelle dei Condritti,
sono molto rare in quella degli Osteitti (ghiandole velenifere
di scorpene e trachini) e dei Rettili, mentre sono particolarmente
numerose negli Anfibi e nei Mammiferi e limitate al pacchetto
delle ghiandole uropigee negli Uccelli.
Gli Anfibi sono dotati delle cosiddette parotidi dei rospi.
Le ghiandole tubulose sudoripare mancano completamente o sono
molto scarse nei Mammiferi adattati alla vita acquatica. Simili
alle ghiandole pluricellulari, sono i fotofori, organi che
svolgono funzione di illuminazione ( si tratta spesso di pesci
degli abissi marini) o di richiamo per la preda.
I
peli
Sono collocati nel follicolo, cavità di dimensione
variabile che giunge sino all'ipoderma quando il pelo è
molto sviluppato.
Il follicolo pilifero è circondato da vasi linfatici
e artero-venosi. Fibre nervose sono contenute nel bulbo e
nella radice. Al follicolo pilifero è, come abbiamo
visto, annessa la ghiandola sebacea.
I capelli, singolarmente, resistono ad una trazione massima
di ottanta grammi. La chioma, per intero, può sopportare
trazioni fino a tremila chilogrammi. Il bulbo del pelo è
la parte rigonfia basale nella quale si inserisce la papilla,
che dà luogo alle mitosi cellulari.
L'istmo del pelo raggiunge il canale escretore della ghiandola
sebacea ed è formato dai seguenti strati: guaina follicolare
esterna (trichilemma), con cellule ricche di glicogeno circondate
da connettivo vascolarizzato che svolgono funzione cheratogena.
La cheratina del pelo differisce da quella della cute per
essere compatta e densa e non lamellare e sfaldabile. La guaina
follicolare interna è, a sua volta, divisa in più
strati cellulari che si omogeneizzano, mentre raggiungono
la superficie, in un unico strato ialino.
Il muscolo erettore si collega al capello al di sotto della
ghiandola sebacea. E' un muscolo formato da fibrocellule muscolari
lisce, che mancano nei peli della lanugine e delle ciglia.
Le unghie
La loro radice, situata in profondità, corrisponde
alla matrice, che si evidenzia con la lunula. Il corpo dell'unghia
copre il letto ungueale, epitelio privo di strato granuloso.
Il
colore della pelle
Deriva
dalla combinazione della tonalità grigia della cheratina,
con la rosea del sangue e quella bruna della melanina, pigmento
che per le sue caratteristiche chimiche e di densità
distingue le pelli in albine, brune, bionde, gialle, nere.
Nelle popolazioni umane presenta notevoli variazioni, con
sfumature che vanno dal bianco latteo al nero, e costituisce
un carattere di grande importanza antropologica. La varietà
delle sfumature cromatiche si rileva anche all'interno delle
tre maggiori divisioni delle popolazioni umane in xantodermi,
melanodermi e leucodermi (gialli, neri e bianchi).
L'entità della pigmentazione, lo spessore della pelle
e le caratteristiche della circolazione sanguigna contribuiscono
ad aumentare o a diminuire la resistenza della pelle all'esposizione
alla luce solare, il che spiegherebbe la presenza delle popolazioni
più pigmentate nelle fasce equatoriali della Terra.
Il
colore della pelle è un carattere ereditario, controllato
da due paia di alleli a fattori cumulativi ovvero da un meccanismo
regolato da tre fattori, tutti dominanti nel cosiddetto "negro
vero" e recessivi nel bianco.
Oltre alla melanina, altri pigmenti, come il carotene o l'ossimelanina,
che è stata riscontrata in alcuni casi di eritrismo,
contribuiscono alla varietà delle sfumature di colore.
La
presenza di cellule cutanee di differente colore permette
di ottenere l'effetto di fototermolisi selettiva, mediante
laser.
Nei Mammiferi, negli Uccelli, nei Testudinati e nei Cingolati,
il colore è determinato quasi esclusivamente da pigmenti
epidermici. Nei Pesci, negli Squamati, negli Anfibi è
prevalentemente dovuto ai cromatofori. Sotto l'azione di speciali
stimoli il pigmento dei cromatofori si distribuisce in colorazioni
mimetiche o appariscenti.
La pelle e il mondo vegetale
Nel
nostro studio abbiamo utilizzato la capacità di assorbimento
passivo della pelle, somministrando preparati vasoattivi,
cheratoplastici ed emulsioni nutritive.
L'applicazione, ripetuta tre volte al giorno, di queste ultime
ha arricchito la pelle di sostanze ortomolecolari, vale a
dire già presenti nel nostro organismo - carbonio,
ossigeno, azoto, zolfo, fosforo, sodio, potassio, magnesio
cloro ferro, oligoelementi: rame, silicio iodio fosforo e
vitamine oltre che saponine, flavonoidi, antociani, steroli,
molecole lipofile e anfifile a basso peso che raggiungono
il circolo sanguigno attraverso i capillari del derma, situati
sotto la superficie cutanea, espletando effetti terapeutici
locali e sistemici.
Abbiamo
effettuato la somministrazione dei preparati topici in particolar
modo nelle fasce d'età al di sopra dei cinquanta anni,
epoca in cui inizia il processo di atrofia della cute, parallelamente
al decremento della risposta immunogenetica, fattori correlabili
con l'insorgenza di lesioni preneoplastiche e neoplastiche.
I rilievi preliminari della ricerca confermano la possibilità
di regolarizzare il ricambio cellulare, prevenire le lesioni
discheratosiche e preneoplastiche con farmaci naturali, di
origine vegetale, applicati localmente. L'azione dermoprotettiva
di tali sostanze ha, inoltre, sortito effetti di ringiovanimento
sugli epiteli stratificati della cute.
Tali
risultati dovrebbero stimolare la ricerca, nel campo della
medicina ortomolecorlare e della fitoterapia, diretta alla
prevenzione e regolarizzazione del rinnovamento cellulare
per gli epiteli degli organi interni.
Sostanze
utilizzate nella nostra ricerca
Cheratoplastici
e cheratolitici
Acido
Glicolico
Acido Malico
Acido Tartarico
Allantoina
Acido Salicilico
Urea
Antiossidanti
Ascorbil
palpitato
Lecitina di soia
Tocoferolo
Vasoattivi
Vinca Minor
Dermonutritivi
Acidi grassi essenziali
Alanina
Alghe marine
Arginino
Oli vegetali
Fitoestratti
Camomilla
Rosmarino
Edera
Calendola Aloe
Achillea
Pino marittimo
Rosa rossa
Bardana
Equiseto
Mirtillo nero
Centella asiatica
Vite rossa
Aloe vera
Glycine Soya
L'invecchiamento cutaneo
E'
caratterizzato dalla 1) denaturazione del collagene, che perde
progressivamente la sua struttura omogenea (a causa della
ridotta produzione degli ormoni gonadici), 2) perdita di glicosamminoglicani,
specialmente acido jaluronico che, come abbiamo visto assicura
levigatezza e turgore alla cute 3) deviazione del metabolismo
aerobico del glucosio in anaerobico (a bassa produzione di
energia e di ATP, che riduce le mitosi cellulari e la sintesi
di collagene, e glucosamminoglicani, con le conseguenze di
un assottigliamento globale dermo-epidermico).
I fitocomplessi da noi utilizzati contengono sostanze in grado
di contrastare l'invecchiamento intrinseco (detto anche cronologico
perchè derivante cioè dalla ridotta funzionalità
organica legata allo scorrere del tempo) ed estrinseco, provocato
da fattori ambientali come i raggi ultravioletti e l'esposizione
ad elementi chimici nocivi.
Gli acidi organici (ascorbico, glicolico, fumarico, citrico,
malico, ossalico, succinico) alimentano il ciclo di Krebs
ripristinando valori adeguati di ATP, che nell'età
avanzata subiscono una riduzione causata dalla deviazione
dal metabolismo aerobico verso l'anaerobico, con riduzione
del numero delle mitosi.
Gli acidi organici favoriscono, inoltre, l'esfoliazione dei
cheratinociti.
L'acido
ascorbico è un potente antiossidante, cofattore indispensabile
per la sintesi del collagene
Gli
antocianosidi 1) riducono la permeabilità capillare,
rafforzando l'endotelio attraverso la formazione di legami
con i fosfolipidi delle membrane cellulari e la stimolazione
della sintesi delle proteine, 2) stimolano la sintesi dei
glucosamminoglicani, 3) esplicano azione anti-jaluronidasica,
antielastasica e antinfiammatoria, 4) stimolano la cicatrizzazione,
5) attivano l'enzima retinane cis-trans isomerasi con aumento
della sintesi della rodopsina, pigmento fotosensibile dei
bastoncelli, 6) inibiscono l'aldosoreduttasi enzima che aumenta
nel diabete mellito il sorbitolo, responsabile di complicanze
come la cataratta, 7) inibiscono la fosfodiesterasi, aumentando
la formazione di cAMP (adenosinmonofosfato) e la sintesi del
collagene, dei glucosamminoglicani e dell'elastina, 8) inibiscono
l'aggregazione piastrinica indotta dall'ADP adenosinmonofosfato
e dall'acido arachidonico e inibiscono l'angiotensina II,
9) stimolano la sintesi di prostaciclina nelle pareti vascolari
I
flavonoidi stimolano e stabilizzano la sintesi del collagene
e dei glucosamminoglicani, esplicano azione antielastasi,
antiossidante, ed estrogeno agonista
I l R e s u r f a c i n g
L e T e r a p i e I n i e t t i v e
Peeling e resurfacing
A differenza dei rettili, noi umani non possediamo la capacità
di mutar pelle in un solo colpo, sotto forma di una membrana
continua (exuvie).
Il rinnovamento della pelle è tuttavia ottenibile,
oggi, con metodi differenti: abrasione meccanica, fototermolisi
selettiva con laser, peeling mediante acidi.
Queste terapie permettono l'eliminazione delle neoformazioni
precancerose senza lasciare reliquari cicatriziali.
Il
derma può essere direttamente arricchito di acido ialuronico
Le
lesioni precancerose
Lesioni pre e pseudo epiteliomatose
Cheratosi preepiteliomatose (senili o attiniche)
Sono
le dermatosi precancerose più frequenti. Esse rispecchiano
gli effetti cumulativi dei raggi solari sulla pelle, perciò
compaiono sulle zone scoperte dopo la mezza età. Tendono
a trasformarsi in epiteliomi spinocellulari.
Il loro aspetto è quello di una chiazza brunastra cheratosica,
che può ispessirsi al punto da formare un corno cutaneo.

Terapia : DTC, Courettage, FU, Dermoabrasione, Peeling Chimico
Le
cheiliti cheratosiche sono lesioni attiniche preepiteliomatose
assimilabili alle cheratosi, che segnalano la tendenza alla
trasformazione maligna nella regione delle labbra.
Lo
Xeroterma Pigmentoso è una malattia ereditaria
caratterizzata dall'insorgenza, in giovane età, di
epiteliomi baso e spinocellulari, a causa della particolare
vulnerabilità del DNA ai raggi solari.
Il Nevo Sebaceo di Jadassohn
E' una lesione disembrioplastica (presente sin dalla nascita),
unica, che si localizza sul cuoio capelluto, sulla faccia
e sul collo. Di colore giallastro, si presenta ben demarcato,
con cute integra ovvero iperplasica, che lo fa somigliare
al nevo verrucoso. Nel 10% dei casi si trasforma in basalioma.
Nevomatosi
Basocellurare o sindrome di Gorlin
E' rappresentta da piccoli tumori multipli, presenti sin dall'infanzia,
che possono trasformarsi in epiteliomi basocellulari. Può
associarsi ad altre lesioni cutanee ed ossee.
Malattia di Bowen
E' un carcinoma spinocellulare intraepidermico (in situ).
Molti autori hanno richiamato l'attenzione sulla coesistenza
assai frequente di cancri viscerali. Può interessare
la mucosa orale, anale e genitale.
Eritroplasia di Queyrat
Sulle mucose genitali la Malattia di Bowen assume l'aspetto
della Eritroplasia di Queyrat: chiazze rosse vellutate a limiti
netti. Può essere invasiva.
Leucoplachie
Lesioni biancastre, demarcate, elevate, visibili sulla mucosa
orale e vaginale. Microscopicamente è presente ipercheratosi,
discheratosi, acantosi.
Nel 20% degenerazione maligna
L'Iperplasia
Pseudo Epiteliomatosa
Gli stati pseudo epitaliomatosi sono caratterizzati da un'iperplasia
epidermica spesso reazionale che simula istologicamente un
tumore maligno ma ad evoluzione benigna. Nelle vecchie ulcere
da decubito. Possono essere confuse con spinaliomi
I
Carcinomi
Epiteliomi
I
principali fattori carcinogenetici per la pelle
A)
Gli UV specie il tipo B: --- eccitazione degli elettrono ---
( lo strato di ozono assorbe completamente gli UVC, il 95%
delle radiazioni che raggiungono la pelle sono di tipo A,
tuttavia il minimo quantitativo di UVB basta a causare trasformazioni
neoplastiche
B) Radiazioni ionizzanti: x --- gamma --- alfa --- elettroni
--- protoni -- neutroni --- l'esposizione aqueste radiazioni
può produrre tumori anche dopo lunghi periodi di latenza
C) Carcinogenesi chimica: arsenico, inquinanti atmosferici,
psoraleni, mostarda azotata etc formano legami covalenti con
il DNA e RNA
Patologie ereditarie che predispongono ai tumori cutanei
Porocheratosi --- cheratinizzazione anomala (autosomico dominante)
Epidermodisplasia
Verruciforme suscettibilità a molti sottotipi di papillomavirus
Sindrome di Muir Torres tumori degli organi interni e della
pelle
Xeroterma
Pigmentoso fragilità del DNA agli UV
" Sindrome di Gorlin basaliomi multipli, cisti odontogene,
pseudoipertelorismo, sindattilia, spina bifida
Sindrome
di Baze Duprè Christol ipotricosi, follicular atrophoderma,
nevi, basaliomi
Albinismo maggiore predisposizione ai baso e spinaliomi
Epitelioma Basocellulare

Cellule
di provenienza
Strato basale o della guaina esterna del follicolo pilifero
(infatti è più frequente nelle aree ad alta
densità pilifera: 90% testa e collo)
I
differenti tipi
di basalioma
Cistico
Papuloso
Sclerosante
Cicatriziale
Caratteristiche Microscopiche
Cellule basalioidi nel derma con strato esterno a palizzata.
I tipi sclerosanti manifestano reazione fibrotica.
Il nevo blu si differenzia da un basalioma pigmentato per
l'integrità dell'epitelio e la durata nel tempo
Tecniche
bioptiche
dei basaliomi
Curettage - Shave biposy - Punch biopsy - Escissione
Terapia
Curettage
DTC
Escissione
Crioterapia
Radiazione
Mohs fresh frozen section
Lembi cutanei, musculocutanei, innesti.
Aree
a rischio di recidiva

Centro della faccia
Orecchio
Epitelioma
Spinocellulare
Cellule
di provenienza
Malpighiane

Eziopatogenesi
Come per i basaliomi, gli UVB, prodotti chimici, ulcere croniche,
immunosoppressori, lupus, idranenite suppurativa.
All'inizio la lesione è verrucosa, papillomatosa, poi
si infiamma si indurisce e si ulcera.
Distribuzione
Guance 45%, naso 13%, orecchio 12%

Terapia delle lesioni recidivanti
Escissione ed innesto o lembi --- radioterapia --- Mohs
L'ulcera di Marjolin
E' un SCC su una ferita cronica
Percentuale delle metastasi
5-10%. Quando invade il periostio del forame piriforme il
successo della terapia è remoto.
Cicli di controllo del paziente
Ogni 6 mesi
Melanoma
Maligno
Eziopatogenesi
Il
fattore genetico è predominante: scoperto un gene alterato
in metà delle famiglie affette, il gene soppressore
tumorale della proteina p16, CDKN2.
Nel 30 % dei pazienti si è riscontrata mutazione dell'oncogene
N-Ras.
Esposizione
al sole: stretta associazione con gli UVB (290nm). Meno con
gli UVA e la luce visibile (che hanno lunghezze d'onda maggiori
375 e 600). Molto pericolosa l'esposizione improvvisa (estiva)
dei bambini
Colore
della pelle: a rischio occhi azzurri, capelli rossi, pelle
chiara
Reazione
della pelle al sole: a rischio pelli che si ustionano facilmente
ai raggi solari
Lentiggini:
sono un pattern tipico delle pelli a rischio
Numero
dei nevi melanocitici, quanto maggiore è tanto maggiore
è il rischio
Indici
antropometrici: rischio aumentato nelle persone alte
Stati
di immunosoppressione: p.ti trapiantati, linfomi e altri tumori
I
tipi
Lentigo
m.:anziani, testa e collo, presente per anni
Acrale: Più frequente nei negri americani
Superficiale: è il più comune, specie al dorso,
è il più comune 70%
Nodulare: tronco e gambe, 30%
Perché
l'incidenza è aumentata?
Probabilmente per la riduzione dello strato di ozono, il 3-7%
dal 1969
Indicazioni alla biopsia escissionale
Cambiamento di forma, prurito, sanguinamento.
Regola ABCDE: Asimmetria, Bordi (notching), Colore variegato
rosso-nero-blu-marrone, Diametro >6mm, Elevazione
Nelle varianti desmoplastica e amelanotica a volte può
sfuggire alla diagnosi.
Biopsia incisionale solo per larghe lesioni. Mai shave biopsy.
Determinazione della prognosi
Spessore - Profondità
La classificazione di Breslow è più accurata
perché evita la confusione derivante dal variabile
spessore del derma:
0,75 --- 0,76/ 1,5 ---- 1,6/3,0 --- > 3,0
Classificazione di Clark:
Livello 1: in situ - epidermide
Livello 2: derma papillare
Livello 3: derma reticolare
Livello 4: sottocute
Altri
fattori prognostici
Ulcerazione
Infiltrazione linfatica (fattore prognostico favorevole)
Numero mitosi
Regione: prognosi peggiore nel tronco
Sesso: le donne sopravvivono di più
Numero delle metastasi linfonodali:
Terapie
che completano la chirurgia
L'immunoterapia è efficace perché il m. è
uno dei tumori solidi più immunogenici: si usa la Dacarbazina,
l'interleukina, l'interferone alfa 2ß (questi due altamente
tossici). Si stanno anche studiando vaccini per i pazienti
a rischio.
Come metastatizza?
Prima ai linfonodi e poi agli organi distanti.. Una peculiarità
è la formazione di satelliti, separati dalla massa
principale, che rappresentano micrometastasi e indicano prognosi
negativa.
Come
si sviluppa?
Può originarsi su cute integra o da nevi melanocitici
congeniti (esaminarli quando aumentano di diametro) o acquisiti,
e nevi displastici
Che
cos'è il nevo displastico?
E' un nevo melanocitico che tende a crescere >5mm, e con
bordi frastagliati, tipo uovo fritto. Più che vere
e proprie lesioni precancerose sono dei marker di rischio
aumentato

Qual'è l'approccio chirurgico primario?
E' lo spessore che influenza la prognosi.
In situ --- 0,5 mm margini
< 1 mm --- 1 cm
1-2 mm --- 1 - 2 cm
2-4 mm --- 2 cm
>4 mm --- 2-4
Le metastasi linfonodali
M. in situ --- 2-10%
M. 1-4 mm. --- 20-25%
M.>4 mm. 50%
Il
trattamento delle metastasi linfonodali
Deve essere effettuata linfadenctomia superficiale e profonda.
Linfadenectomia elettiva
I pazienti che potrebbero beneficiare di una linfadenectomia
profilattica sono quelli con nessuna metastasi linfonodale
e sistemica. (la teoria è che interrompendo le vie
di diffusione metastatica si possa interrompere la progressione
tumorale).
Coloro che sono contrari alla linfadenectomia profilattica
sostengono che essa possa ridurre la risposta immunogena.
Sembra che nelle lesioni precoci, > 1 mm non sia indicata,
per la scarsa diffusione metastatica, per quelle >4mm ad
alta incidenza di metastasi è inutile, per le lesioni
intermedie la questione rimane controversa: potrebbe essere
che p.ti > 60 a. non abbiano benefici dalla dissezione
elettiva. Mentre la dissezione profilattica potrebbe funzionare
in pazienti con m. tra 1-2mm che hanno minor propensione alla
diffusione ematogena
Limphatic
mapping
Vital blue dye e tracciante radioattivo con una gamma camera.
Il linfonodo sentinella può essere identificato nel
95% dei pazienti con risultati negativi inferiori all'1%
La tecnica consente di evirtare l'intervento di linfadenectomia
in pazienti negativi
Terapia delle metastasi
Interleukina 2
Tumori benigni di natura mesenchimale
Cheloidi
I
cheloidi sono formazioni ipertrofiche dermiche che insorgono
dopo traumi incisioni chirurgiche anche perfettamente eseguite,
lesioni lacero contuse, scarificazioni, e anche semplicic
punture d'insetti o follicoliti, a volte si generano spontaneamente.
Hanno tendenza alla recidiva dopo l'asportazione.

Il quadro istologico è costituito da una proliferazione
connettivale localizzata all'interno del derma medio separata
e dal derma superficiale e dall'epidermide che si presenta
a volte ispessita a volte atrofica. Gli annessi cutanei sono
respinti alla periferia o appaiono atrofici. Questo tessuto
appare come un connettivo immaturo ricco di cellule e di vasi,
che resta a lungo giovane e attivo.Ricco di collagene molto
spesso e ialinizzati e di mucopolisaccaridi non presenta fibre
elastiche né nervose.

Differenza tra cicatrice cheloidea e ipertrofica
La seconda non si estende oltre i bordi originari della ferita.
Istologicamante non si presenta demarcata rispetto all'epidermide
e non presenta ialinizazione dell collagene.I cheloidi sono
legati ad un gene autosomico dominante.
In ambedue le condizioni c'è iperproduzione della matrice
extracellulare, mentre i fibroblasti sono normali.

Cause
e terapia delle ferite ipertrofiche e cheloidee
Eccessiva risposta infiammatoria durante la guarigione.
Iniezioni
di steroidi, irradiazione, resezioni combinate con altri trattamenti.
Altri tentativi: tamoxifen, calcioantagonisti, presso terapia,crioterapia,
dye laser pulsato.
Fibroma
Tumore benigno del connettivo cutaneo, con cellule mesenchimali,
di cui alcune conservano attività macrofagica. Lievemente
pigmentati, possono assumere tonalità molto scura fino
a simulare un tumore nevico. La pigmentazione deriva da accumuli
melaninici e pigmenti ematici (istiocitomi sideriferi)
Xantoma
Sono causati da un difetto di metabolismo lipidico. Di colore
giallastro, presentano cellule ricche di lipidi nel loro citoplasma.
Possono essere correlati con l'ipercolesterolemia.
Tumori vascolari benigni
Vedi: Emangiomi e Malformazioni vascolari
Mixoma
Sono tumori rari formati di tessuto mixoide e cellule stellate.
La diagnosi differenziale si pone con le cisti mucidi, specialmente
localizzate sulle ultime falangi delle dita.
Condromi
Anche questi, sono tumori rari, localizzati alle orecchie.
Osteomi cutanei
Di origine disembrioplastica, si caratterizzano per la presenza
nel derma di frammenti ossei.
E m a n g i o m i
M a l f o r m a z i o n i V a s c o l a r i
Gli
emangiomi (tumori vascolari con proliferazione endoteliale)
appaiono di solito entro le prime due settimane, come una
macchia rossa o pallida, una teleangectasia o un'ecchimosi.
Le malformazioni vascolari possono comparire dopo anni, anche
se a livello cellulare virtualmente presenti fin dalla nascita
Tumori Malformazioni Malformazioni Combinate
Comuni A Flusso Lento A Flusso Lento
Emangioma Capillare: teleangectasie Klippel-Trenaunay
Linfatiche (Cap-Linf) (Cap)
Venose
_________________________________________________________
Rare A flusso Veloce A flusso Veloce
Emangioend. Aneurismi S. di Parke Weber
Kaposiforme Fistole AV (Cap-Linf-Ven- Art)
Emangiopericitoma
Angiosarcoma
Emangioendotelioma
E' necessario l'esame istologico per differenziale un tumore
vascolare (emangioma) da una malformazione?
Nel 90% dei casi una neoformazione vascolare alla nascita
può essere diagnosticata con l'esame clinico.
Come
si diagnostica una larga massa vascolare alla nascita? E'
un tumore o una malformazione?
Probabilmente è una malformazione vascolare di tipo
linfatico o venoso, mentre le malformazioni arterovenose alla
nascita si manifestano soltanto con un lieve segno rossastro
(blush).
Più
raramente l'emangioma può comparire alla nascita come
una larga neoformazione (che può essere diagnosticata
con gli ultrasuoni in utero).
Altre masse neonatali che mimano i tumori e le malformazioni
vascolari sono: teratomi, glioma nasale, sarcoma.
La
RMN con contrasto (gold standard) è fondamentale quando
la diagnosi è incerta + Biopsia
Che cos'è la sindrome di Kasabach Merrit ?
E' una coagulopatia da trombocitopenia che si associa a all'emangioendotelioma
kaposiforme
Gli
emangiomi sono sempre associati a malformazioni di altri organi?
I grandi emangiomi possono essere associati a schisi dello
sterno, rafe sopraombelicale, arterie embrionali persistenti,
aorta a destra, anomalie oculari, cisti in fossa cranica posteriore.
NB: le comuni macchie vascolari neonatali (ANGEL KISS - salmon
patch - nevus flammeus neonatorum ) scompaiono nel primo anno
senza alcuna ripercussione.
Gli
emangiomi causano ipertrofia ossea?
Sì, ad es. della maxilla. Ma più spesso erosione
(teca cranica) o deviazione (setto nasale)
Che cosa è l'emangioma cavernoso?
Non esiste più nella nomenclatura attuale, in cui si
parla solo di emangiomi tout court, che siano provvisti di
cute integra sovrastante o si manifestino più in superficie.
Che
tipo di neoformazione dà origine ai fleboliti?
I fleboliti (trombi calcificati) sono tipici delle malformazioni
venose (o VL)
Perché l'emangioma della palpebra superiore è
pericoloso?
Causa distorsione dell'asse visivo provocando ambliopia, può
deformare la cornea e produrre miopia. Occorre intervenire
subito con iniezioni intralesonali e sistemiche di cortisone,
somministrazione di interferone e escissione.
A quale età si verifica l'involuzione spontanea degli
emangiomi?
A 7 anni la regressione è completa nel 70% dei casi.
Il
LASER può ritardare
la crescita degli emangiomi se applicato precocemente?
Si. Il dye laser penetra fino a 0,75 mm, strato in cui comincia
ad apparire l'emangioma.
Un
pericoloso emangioma facciale non risponde alla terapia con
cortisone 2mg/kg/die, occore aumentare le dosi?
E' dimostrato che dosi maggiori non producono benefici
Quali
sono gli elementi a favore dell'escissione pre-scolare?
Cicatrice nascosta. Escissioni a stadi.
La sindrome di Sturge - Weber
E' una facomatosi nevo capillare della 1° e 2° branca
del V, con possibile associazione di malformazione dei vasi
coroidali (anomalie delle leptomeningi) ' epilessia.
Malformazioni capillari della linea mediana richiedono
particolari attenzioni?
Si, possono indicare la presenza di malformazioni come l'encefalocele
(macchia vascolare occipitale con capelli scuri) e spina bifida
(macchia lombare)
Con quale meccanismo il Dye-laser sbianca le malformazioni
capillari (port-wine stains)?
Attraverso la FOTO-TERMO-LISI,
emissione di lunghezza donda di 585 nm vicina al terzo picco
d'assorbimento dell'OSSIEMOGLOBINA , la durata della pulsazione
è di 400 micro-secondi ' coagula il vaso ma non il
tessuto circostante a 0,7 mm di profondità.
Il raggio è assorbito dai globuli rossi e rilasciato
sotto forma di calore.
NB.
Nelle cuti scure il Dye laser può danneggiare i melanociti
causando ipopigmentazione.
Un'ecogafia prenatale rivela la presenza di una massa nucale
di tipo linfatico.
E' la malformazione cistica letale della linea mediana associata
ad altre anomalie gravi come la s. di Turner. Il feto di solito
non sopravvive.
I
linfangiomi ( o gli igromi cistici) regrediscono come gli
emangiomi?
No, sono malformazioni vascolari che come le altre continuano
a crescere.
Si può usare l'OK-432 (proteine di derivazione streptococcica)
usate come gli altri sclerosanti (alcool etilico, tetracicline,
ethibloc) può favorire il riassorbimento della lesione
Quale
è il miglior trattamento per le Malformazioni Venose?
Sclerosi+Escissione
Si inizia con la sclerosi mediante Sotrachol per le piccole
lesioni e alcool etilico per le grandi, la sclerosi favorisce
l'escissione successiva
Grandi
malformazioni venose possono provocare una CID (aumento del
tempo di protrombina e del didimero, riduzione fibrinogeno)?
No, al massimo ci può essere una coagulazione intravasale
localizzata alla lesione (trombo) che consuma i fattori della
coagulazione ma non fino al punto da provocare emorragie come
nella CID
Anomalie Vascolari più rare
Bonnet-Deschaume (telengect . facciale) FAST A-V
Parkes
Weber ARTI
Sturge - Weber ( V1 V2 ) A-V
Rendu - Osler (Teleangectasia Emorragica Ereditaria) A-V CUTE/VISCERI
Klippel Trenaunay SLOW - ARTI

BIBLIOGRAFIA
Civette
J. : Histopathologie cutanée. Flammarion, Paris 1982.
Clark
WH : The histogenesis and biological behavior of primary human
malignant melanoma of the skin. Cancer Res 29:705, 1969.
Farmacopea |