H o m e  P a g e

 

 

 

 

 

 

 

Quel che c'è di più profondo nell'uomo è la pelle

 


P. Valéry

 

 

 


 

 

 

 

 


Progetto per le attività finanziate ai sensi dell'art. 9
della legge regionale 27.1.95 n°3:
Disposizioni in materia di volontariato in applicazione della legge
11 agosto 1991, n° 226 art. 9"


TUMORI CUTANEI NELLA REGIONE MOLISE


Studio Finalizzato alla Divulgazione dei Mezzi di Prevenzione e Cura

Risultati Preliminari sull'Applicazione Locale
di Emulsioni a Base di Fitoestratti per la Prevenzione delle Discheratosi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chirurgia dei Tumori Facciali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copyright © 2008 Associazione Italiana Ricerche sulla Plasticità Tessutale


 

  

 

 

AIRPT - Centro Ricerche sulla Plasticità Tessutale

 

 


Progetto per le attività finanziate ai sensi dell'art. 9
della legge regionale 27.1.95 n°3:
Disposizioni in materia di volontariato in applicazione della legge
11 agosto 1991, n° 226 art. 9"



TUMORI CUTANEI NELLA REGIONE MOLISE

 


Studio Finalizzato alla Divulgazione dei Mezzi di Prevenzione e Cura

 

Risultati Preliminari sull'Applicazione Locale
di Emulsioni a Base di Fitoestratti per la Prevenzione delle Discheratosi

 


 

 

La ricerca, che l'AIRPT conduce nel campo delle malattie della pelle, è tesa all'individuazione di strumenti di prevenzione ed igiene, che difendano i due metri quadrati del nostro mantello cutaneo dall'insulto di agenti patogeni, di provenienza sia esogena, sia endogena.

 

Il rivestimento del nostro corpo non può essere, infatti, assimilato ad una membrana inerte, scudo difensivo la cui resistenza si possa stimare misurandone lo spessore.
L'importanza di questo apparato è già segnalata dalla derivazione, dei suoi strati superficiali (epidermide), dal medesimo tessuto embrionale che genera l'encefalo (1.) e dalla partecipazione con l'encefalo al sistema di controllo del nostro organismo, atto alla percezione e all' interazione con gli stimoli ambientali.

 

(1.) Ectoderma, dal greco ectòs (esterno) e derma (pelle). Il sistema vegetativo - che è rappresentato dal cuore, polmoni, stomaco, intestino e reni, permette ciò che è concesso anche alle piante: nutrirsi per crescere e replicarsi - prende origine dai tessuti intermedi ed interni dell'embrione, il meso e l'endoderma.

 

La stessa definizione, di mantello cutaneo, non riconosce la continuità della cute con le mucose delle cavità interne dei vari apparati (digerente, respiratorio, urogenitale), che richiama alla mente le involute superfici della topologia.

 


* * *

 


Il nostro studio mette in particolare evidenza, tra le numerose funzioni che assolve la pelle, quella concernente la sua capacità di assorbire sostanze medicamentose.
Si evidenzierà, anche, la straordinaria capacità rigenerativa dei suoi strati basali (3.), utilizzata da nuovi farmaci e strumenti capaci di cancellare le lesioni pre-tumorali, stimolando la neoformazione di cellule, matrice intercellulare e collagene, con il risultato supplementare di un evidente ringiovanimento cutaneo.

 

(3.) La ricerca più avanzata, nel campo delle cellule staminali, è tesa ad utilizzare il potenziale germinativo delle cellule cutanee basali.

 


Un centimetro quadrato di cute è popolato da tre milioni di cellule, nutrite da una fitta rete di capillari che sviluppano la lunghezza complessiva di un metro. Tremila neuroni (cellule nervose) sono collegati da quattro metri di microscopici nervi; duecento recettori raccolgono le sensazioni dolorifiche e cento ghiandole sono preposte alla secrezione del sudore.


Questa minuta tessera della nostra pelle - organo dotato di proprietà ancora lontane dalla completa decifrazione - riassume funzioni che ci illustra questo elenco:


Filtro immunologico - individua elementi estranei e nocivi al nostro organismo e ne blocca la diffusione.


Schermo fisico - limita la penetrazione delle radiazioni elettromagnetiche.


Radar - intercetta segnali ambientali di differente natura (termici, pressori, algici).


Fabbrica chimica - produce fibre più robuste dell'acciaio (collagene ed elastiche).


Tessuto seducente - è il principale organo dell'attrazione sessuale (ferormoni).


Contenitore idro-repellente - trattiene i liquidi corporei e impedisce l'assorbimento di acqua dall'esterno.


Pannello termoregolatore - dai suoi frigo e calocettori partono gli stimoli diretti all'encefalo per la stabilizzazione della temperatura corporea.



* * *

 

La capacità della pelle di rigenerarsi, guarendo le sue lesioni, e di aumentare il suo spessore quando sia sottoposta a microtraumi continuativi, fa sì che consideriamo quest'organo dotato di attitudine all'autonomia, sottovalutando i rischi a cui lo espone il suo ruolo di barriera primaria agli insulti dell'ambiente esterno (agenti patogeni, onde elettromagnetiche, polveri, prodotti chimici).


La medicina occidentale comincia da poco a recepire le pratiche tramandate, per millenni, dalle antiche civiltà. Esse interpretavano la superficie del corpo umano come uno specchio delle malattie, e vi compievano, con tecniche molteplici, stimolazioni in grado di accelerare la guarigione, ovvero di ridurre la gravità dei sintomi.

 

* * *

 

Nella nostra ricerca, abbiamo somministrato sulle parti della cute più esposte all'ambiente esterno - mani e volto - emulsioni dermonutritive, gel cheratoplastici, estratti vasoattivi ed antiossidanti allo scopo di:

a) regolarizzare e attivare il ricambio cellulare dagli strati germinali
b) pulire la cute da elementi discheratosici, prodotti dall'alterazione dei processi mitotici
c) stimolare la produzione di sostanza intercellulare da parte delle cellule del derma (fibroblasti)
d) proteggere la cute dagli agenti esogeni, e specialmente dalle radiazioni elettromagnetiche
e) prevenire la disidratazione ed i fenomeni conseguenti di desquamazione, screpolatura e fessurazione (xerosi)
f) ostacolare i processi ossidativi

 

Nei prodotti non sono stati aggiunti conservanti. Inoltre, l'origine naturale degli ingredienti ha anche suggerito di somministrarli a pazienti con patologie sistemiche, sfruttando appunto la permeabilità della cute ai medicamenti.

Si sono create, così, formulazioni contenenti principi attivi indicati per patologie quali l'ipertensione, l'arteriosclerosi, l'artrite, il fenomeno di Raynaud.

I pazienti con diatesi allergica non sono stati inclusi in questa fase della ricerca.

I risultati preliminari hanno evidenziato, oltre alla regolarizzazione del colore, all'aumento dell'idratazione e quindi della levigatezza cutanea, un intenso effetto inibitorio sulle degenerazioni iper-para-cheratosiche, che testimonia l'efficacia dei fitoestratti nella prevenzione delle neoplasie cutanee.

 

 


 

Note di Anatomia della Pelle


L' Epidermide


E' un epitelio malpighiano cheratinizzato, composto da quattro strati differenziabili istologicamente:


Strato Basale (germinativo): rappresentato da una fila di cellule cilindriche, disposte a palizzata, provviste di grande nucleo e di granuli di melanina in quantità proporzionale al colore cutaneo. Anche nei Vertebrati terrestri (Anfibi adulti e Amnioti) le cellule di questo strato sono nucleate e in attiva moltiplicazione verso lo strato intermedio e, di seguito, il superficiale (strato corneo) composto di cellule morte, anucleate, ridotte a laminette di cheratina.


Strato Filamentoso (malpighiano o spinoso)
: multistratificato con cellule poliedriche (prismatiche poligonali ed ovalari), che si appiattiscono progressivamente verso la superficie. Tra esse sono evidenti elementi intercellulari (o spine) e fasci di fibrille (tonofilamenti), che servono da saldatura tra una cellula e l'altra.


Strato Granuloso: quattro file di cellule che tendono ad appiattirsi, ancora dotate di nucleo, in via di degenerazione, con granuli rifrangenti di cheratoialina e segni di trasformazione dei tonofilamenti in fibrille cheratiniche. Lo strato granuloso non è presente nelle mucose dove, altrimenti, segnala un processo di cheratinizzazione patologica.


Strato Corneo: il suo spessore varia a seconda delle regioni corporee. E' formato da cellule anucleate composte di cheratina. Anche questo strato, come quello granuloso, manca nelle mucose dove, altrimenti, segnala condizioni patologiche, ad es. leucoplachie.
Le cellule dello strato corneo vengono via via eliminate (desquamazione) e sostituite da nuovi elementi provenienti dallo strato germinativo.

Il rinnovamento continuo dello strato corneo, che tende a distaccarsi a mo' di scagliette nei Mammiferi (forfora), avviene sotto forma di lembi nelle lucertole e anfibi (muta) o come una membrana continua nei Rettili (exuvie).
Nei Vertebrati acquatici (comprese le larve di Anfibi) manca lo strato corneo e non vi sono importanti differenze tra le cellule epiteliali situate a diverse profondità.
Il rivestimento esterno degli Invertebrati è solitamente formato da uno strato di cellule ciliate (come nella maggior parte degli animali d'acqua) ovvero da una membrana di spessore variabile da cui possono originare esoscheletri chitinosi, conchiglie, ecc. (p. es. Molluschi, Anellidi, Artropodi ecc.).

La pelle è provvista di elasticità, conferitale dalle fibre elastiche. In quasi tutte le regioni del corpo è sollevabile in pieghe, ad eccezione del palmo della mano o della pianta del piede dove si presenta molto aderente ai piani sottostanti.


Il suo spessore complessivo, che varia da 0,5 mm (cute palpebrale con epidermide di 0,03 mm) a 5 mm (pianta del piede, con epidermide di 1,5 mm), si riduce con il progredire dell'età.


Il colore differisce in relazione alla pigmentazione, all'età, allo spessore e alla ricchezza dell'irrorazione sanguigna. La superficie della pelle presenta una trama fittissima di rilievi e depressioni (dovuti alla forma delle parti scheletriche e muscolari sottostanti), e orifici dove sboccano i follicoli piliferi e le ghiandole sebacee e sudoripare.
Alcuni di questi solchi e rilievi possono essere transitori, perché dovuti ai movimenti delle articolazioni o dei muscoli, altri diventano, col tempo, permanenti (rughe).

 


* * *

 


Il Derma

 


Nei Mammiferi a pelle spessa e nell'uomo si divide in uno strato papillare e uno compatto.
Il primo è situato immediatamente al di sotto dell'epidermide e prende il nome da particolari rilevatezze (papille) che in esso si formano. Talora le papille assumono un maggiore sviluppo ed evidenziano un disegno caratteristico sulla superficie cutanea, come nei polpastrelli del palmo della mano o della pianta del piede (dermatoglifi) caratteristica, quest'ultima che, insieme con la distribuzione e la quantità di ghiandole sebacee, la presenza di una tipica macchia pigmentata nella regione lombare (macchia mongolica), il colore e la forma dei capelli, la distribuzione della pelosità corporea assume interesse antropologico.


Negli Omeotermi la tela sottocutanea è più o meno spessa e ricca di cellule adipose (pannicolo adiposo). In molti Mammiferi, nel suo spessore può svilupparsi una muscolatura striata rappresentata dai cosiddetti muscoli pellicciai (nell'uomo, un muscolo pellicciaio è il platisma del collo).
Grazie all'attività delle sue ghiandole sudoripare, la cute svolge, in cooperazione con l'apparato urinario, funzione escretoria.

Il derma negli Eterotermi appare distinguibile in uno strato "limitante", confinante con l'epidermide, uno "spugnoso" a tessitura lassa, e uno "compatto"; la tela sottocutanea è poco sviluppata e non contiene depositi di grasso; fanno eccezione i Ciclostomi che hanno un sottocute ricco di tessuto adiposo.


Il derma può assumere notevole spessore. Nelle regioni sottoposte a pressioni e sfregamenti, vi compaiono borse mucose o sierose contenenti un liquido del tutto simile alla sinovia, aventi funzione di limitare i danni derivanti dall'attrito.


Dal suo strato papillare le creste si incuneano in quello epidermico. Esse sono fornite di vasi attraverso i quali avviene la nutrizione dell'epidermide stessa, che ne è priva.

Il derma è percorso da fibre del sistema vegetativo (destinate ai vasi, ai muscoli lisci cutanei, alle ghiandole, ai peli), le cui terminazioni possono arrivare all'epidermide, che assume così la funzione di primario organo sensoriale.


Il derma è composto prevalentemente di fibre collagene, immerse nella sostanza fondamentale amorfa formata prevalentemente da mucopolisaccaridi acidi (acido ialuronico, proteoglicani, fibronectina).

Non visibile nei preparati istologici, la sostanza fondamentale riempie ogni spazio vuoto tra le fibre e le cellule del derma, conferendo turgore e levigatezza alla cute.

Le fibre elastiche, in numero minore rispetto al collagene, a cui sono interconnesse, permettono la distensione della cute.

 

* * *

 


L' Ipoderma

E' un tessuto grasso, diviso da tralci di connettivo, situato tra derma e tessuto cellulare sottocutaneo. Contiene le ghiandole sudoripare e le radici dei follicoli piliferi.

 

 

Gli annessi epidermici


Le ghiandole sudorali, sebacee, i peli e le unghie sono gli annessi che derivano embriologicamente dall'epidermide, ma sono collocati nel derma e nell'ipoderma.


Le ghiandole sudorali sono di due tipi:
Eccrine: distribuite su tutta la superficie corporea, con particolare densità nelle regioni palmo-plantari, ascellari, frontali e pettorali. Sono formate da un tubulo avvolto a gomitolo.
Apocrine: situate nelle regioni ano-genitali, inguinali, ascellari e mammarie. Differiscono dalle eccrine per il diametro più grande del tubulo, che non si apre all'esterno ma nel follicolo pilo-sebaceo, e per l'eosinofilia delle cellule limitanti il lume.
La ghiandola mammaria è una ghiandola apocrifa specializzata nella produzione del latte.


Le ghiandole sebacee
Sono congiunte all'apparato pilo-sebaceo, abbondanti nel naso e nelle guance. Si sviluppano dopo la pubertà. Somigliano ad un grappolo d'uva. Gli acini che le compongono si riempiono progressivamente di sebo fino a rompersi. La loro funzione è quella di lubrificare peli e pelle.
Le ghiandole di Meibomio sono una varietà di ghiandola sebacea.


La pelle dei Vertebrati contiene cellule dotate di attività secretoria e ghiandole tubulari e alveolari. Anche l'epidermide dei Ciclostomi e dei Pesci è ricca di cellule ghiandolari mucipare, produttrici di secrezioni dense che rivestono la pelle e probabilmente intervengono nella regolazione degli scambi idrici. I Ciclostomi Mixinoidei sono forniti di sacchi mucigeni, ghiandole laterali cutanee mucipare.

Le ghiandole pluricellulari mancano nella pelle dei Condritti, sono molto rare in quella degli Osteitti (ghiandole velenifere di scorpene e trachini) e dei Rettili, mentre sono particolarmente numerose negli Anfibi e nei Mammiferi e limitate al pacchetto delle ghiandole uropigee negli Uccelli.

Gli Anfibi sono dotati delle cosiddette parotidi dei rospi. Le ghiandole tubulose sudoripare mancano completamente o sono molto scarse nei Mammiferi adattati alla vita acquatica. Simili alle ghiandole pluricellulari, sono i fotofori, organi che svolgono funzione di illuminazione ( si tratta spesso di pesci degli abissi marini) o di richiamo per la preda.

 

I peli


Sono collocati nel follicolo, cavità di dimensione variabile che giunge sino all'ipoderma quando il pelo è molto sviluppato.
Il follicolo pilifero è circondato da vasi linfatici e artero-venosi. Fibre nervose sono contenute nel bulbo e nella radice. Al follicolo pilifero è, come abbiamo visto, annessa la ghiandola sebacea.

I capelli, singolarmente, resistono ad una trazione massima di ottanta grammi. La chioma, per intero, può sopportare trazioni fino a tremila chilogrammi. Il bulbo del pelo è la parte rigonfia basale nella quale si inserisce la papilla, che dà luogo alle mitosi cellulari.
L'istmo del pelo raggiunge il canale escretore della ghiandola sebacea ed è formato dai seguenti strati: guaina follicolare esterna (trichilemma), con cellule ricche di glicogeno circondate da connettivo vascolarizzato che svolgono funzione cheratogena.


La cheratina del pelo differisce da quella della cute per essere compatta e densa e non lamellare e sfaldabile. La guaina follicolare interna è, a sua volta, divisa in più strati cellulari che si omogeneizzano, mentre raggiungono la superficie, in un unico strato ialino.
Il muscolo erettore si collega al capello al di sotto della ghiandola sebacea. E' un muscolo formato da fibrocellule muscolari lisce, che mancano nei peli della lanugine e delle ciglia.


Le unghie


La loro radice, situata in profondità, corrisponde alla matrice, che si evidenzia con la lunula. Il corpo dell'unghia copre il letto ungueale, epitelio privo di strato granuloso.

Il colore della pelle

Deriva dalla combinazione della tonalità grigia della cheratina, con la rosea del sangue e quella bruna della melanina, pigmento che per le sue caratteristiche chimiche e di densità distingue le pelli in albine, brune, bionde, gialle, nere.
Nelle popolazioni umane presenta notevoli variazioni, con sfumature che vanno dal bianco latteo al nero, e costituisce un carattere di grande importanza antropologica. La varietà delle sfumature cromatiche si rileva anche all'interno delle tre maggiori divisioni delle popolazioni umane in xantodermi, melanodermi e leucodermi (gialli, neri e bianchi).

L'entità della pigmentazione, lo spessore della pelle e le caratteristiche della circolazione sanguigna contribuiscono ad aumentare o a diminuire la resistenza della pelle all'esposizione alla luce solare, il che spiegherebbe la presenza delle popolazioni più pigmentate nelle fasce equatoriali della Terra.

Il colore della pelle è un carattere ereditario, controllato da due paia di alleli a fattori cumulativi ovvero da un meccanismo regolato da tre fattori, tutti dominanti nel cosiddetto "negro vero" e recessivi nel bianco.
Oltre alla melanina, altri pigmenti, come il carotene o l'ossimelanina, che è stata riscontrata in alcuni casi di eritrismo, contribuiscono alla varietà delle sfumature di colore.

La presenza di cellule cutanee di differente colore permette di ottenere l'effetto di fototermolisi selettiva, mediante laser.


Nei Mammiferi, negli Uccelli, nei Testudinati e nei Cingolati, il colore è determinato quasi esclusivamente da pigmenti epidermici. Nei Pesci, negli Squamati, negli Anfibi è prevalentemente dovuto ai cromatofori. Sotto l'azione di speciali stimoli il pigmento dei cromatofori si distribuisce in colorazioni mimetiche o appariscenti.

 


 


La pelle e il mondo vegetale

Nel nostro studio abbiamo utilizzato la capacità di assorbimento passivo della pelle, somministrando preparati vasoattivi, cheratoplastici ed emulsioni nutritive.

L'applicazione, ripetuta tre volte al giorno, di queste ultime ha arricchito la pelle di sostanze ortomolecolari, vale a dire già presenti nel nostro organismo - carbonio, ossigeno, azoto, zolfo, fosforo, sodio, potassio, magnesio cloro ferro, oligoelementi: rame, silicio iodio fosforo e vitamine oltre che saponine, flavonoidi, antociani, steroli, molecole lipofile e anfifile a basso peso che raggiungono il circolo sanguigno attraverso i capillari del derma, situati sotto la superficie cutanea, espletando effetti terapeutici locali e sistemici.

Abbiamo effettuato la somministrazione dei preparati topici in particolar modo nelle fasce d'età al di sopra dei cinquanta anni, epoca in cui inizia il processo di atrofia della cute, parallelamente al decremento della risposta immunogenetica, fattori correlabili con l'insorgenza di lesioni preneoplastiche e neoplastiche.

I rilievi preliminari della ricerca confermano la possibilità di regolarizzare il ricambio cellulare, prevenire le lesioni discheratosiche e preneoplastiche con farmaci naturali, di origine vegetale, applicati localmente. L'azione dermoprotettiva di tali sostanze ha, inoltre, sortito effetti di ringiovanimento sugli epiteli stratificati della cute.

Tali risultati dovrebbero stimolare la ricerca, nel campo della medicina ortomolecorlare e della fitoterapia, diretta alla prevenzione e regolarizzazione del rinnovamento cellulare per gli epiteli degli organi interni.

Sostanze utilizzate nella nostra ricerca

Cheratoplastici e cheratolitici

Acido Glicolico
Acido Malico
Acido Tartarico
Allantoina
Acido Salicilico
Urea


Antiossidanti

Ascorbil palpitato
Lecitina di soia
Tocoferolo

Vasoattivi
Vinca Minor

Dermonutritivi
Acidi grassi essenziali
Alanina
Alghe marine
Arginino
Oli vegetali


Fitoestratti

Camomilla
Rosmarino
Edera
Calendola Aloe
Achillea
Pino marittimo
Rosa rossa
Bardana
Equiseto
Mirtillo nero
Centella asiatica
Vite rossa
Aloe vera
Glycine Soya

 


 


L'invecchiamento cutaneo

E' caratterizzato dalla 1) denaturazione del collagene, che perde progressivamente la sua struttura omogenea (a causa della ridotta produzione degli ormoni gonadici), 2) perdita di glicosamminoglicani, specialmente acido jaluronico che, come abbiamo visto assicura levigatezza e turgore alla cute 3) deviazione del metabolismo aerobico del glucosio in anaerobico (a bassa produzione di energia e di ATP, che riduce le mitosi cellulari e la sintesi di collagene, e glucosamminoglicani, con le conseguenze di un assottigliamento globale dermo-epidermico).


I fitocomplessi da noi utilizzati contengono sostanze in grado di contrastare l'invecchiamento intrinseco (detto anche cronologico perchè derivante cioè dalla ridotta funzionalità organica legata allo scorrere del tempo) ed estrinseco, provocato da fattori ambientali come i raggi ultravioletti e l'esposizione ad elementi chimici nocivi.


Gli acidi organici (ascorbico, glicolico, fumarico, citrico, malico, ossalico, succinico) alimentano il ciclo di Krebs ripristinando valori adeguati di ATP, che nell'età avanzata subiscono una riduzione causata dalla deviazione dal metabolismo aerobico verso l'anaerobico, con riduzione del numero delle mitosi.
Gli acidi organici favoriscono, inoltre, l'esfoliazione dei cheratinociti.

L'acido ascorbico è un potente antiossidante, cofattore indispensabile per la sintesi del collagene

Gli antocianosidi 1) riducono la permeabilità capillare, rafforzando l'endotelio attraverso la formazione di legami con i fosfolipidi delle membrane cellulari e la stimolazione della sintesi delle proteine, 2) stimolano la sintesi dei glucosamminoglicani, 3) esplicano azione anti-jaluronidasica, antielastasica e antinfiammatoria, 4) stimolano la cicatrizzazione, 5) attivano l'enzima retinane cis-trans isomerasi con aumento della sintesi della rodopsina, pigmento fotosensibile dei bastoncelli, 6) inibiscono l'aldosoreduttasi enzima che aumenta nel diabete mellito il sorbitolo, responsabile di complicanze come la cataratta, 7) inibiscono la fosfodiesterasi, aumentando la formazione di cAMP (adenosinmonofosfato) e la sintesi del collagene, dei glucosamminoglicani e dell'elastina, 8) inibiscono l'aggregazione piastrinica indotta dall'ADP adenosinmonofosfato e dall'acido arachidonico e inibiscono l'angiotensina II, 9) stimolano la sintesi di prostaciclina nelle pareti vascolari

I flavonoidi stimolano e stabilizzano la sintesi del collagene e dei glucosamminoglicani, esplicano azione antielastasi, antiossidante, ed estrogeno agonista


 


I l R e s u r f a c i n g
L e T e r a p i e I n i e t t i v e


Peeling e resurfacing


A differenza dei rettili, noi umani non possediamo la capacità di mutar pelle in un solo colpo, sotto forma di una membrana continua (exuvie).
Il rinnovamento della pelle è tuttavia ottenibile, oggi, con metodi differenti: abrasione meccanica, fototermolisi selettiva con laser, peeling mediante acidi.

Queste terapie permettono l'eliminazione delle neoformazioni precancerose senza lasciare reliquari cicatriziali.

Il derma può essere direttamente arricchito di acido ialuronico

 


 

Le lesioni precancerose

Lesioni pre e pseudo epiteliomatose


Cheratosi preepiteliomatose (senili o attiniche)


Sono le dermatosi precancerose più frequenti. Esse rispecchiano gli effetti cumulativi dei raggi solari sulla pelle, perciò compaiono sulle zone scoperte dopo la mezza età. Tendono a trasformarsi in epiteliomi spinocellulari.
Il loro aspetto è quello di una chiazza brunastra cheratosica, che può ispessirsi al punto da formare un corno cutaneo.


Terapia : DTC, Courettage, FU, Dermoabrasione, Peeling Chimico

Le cheiliti cheratosiche sono lesioni attiniche preepiteliomatose assimilabili alle cheratosi, che segnalano la tendenza alla trasformazione maligna nella regione delle labbra.

Lo Xeroterma Pigmentoso è una malattia ereditaria caratterizzata dall'insorgenza, in giovane età, di epiteliomi baso e spinocellulari, a causa della particolare vulnerabilità del DNA ai raggi solari.


Il Nevo Sebaceo di Jadassohn
E' una lesione disembrioplastica (presente sin dalla nascita), unica, che si localizza sul cuoio capelluto, sulla faccia e sul collo. Di colore giallastro, si presenta ben demarcato, con cute integra ovvero iperplasica, che lo fa somigliare al nevo verrucoso. Nel 10% dei casi si trasforma in basalioma.

Nevomatosi Basocellurare o sindrome di Gorlin
E' rappresentta da piccoli tumori multipli, presenti sin dall'infanzia, che possono trasformarsi in epiteliomi basocellulari. Può associarsi ad altre lesioni cutanee ed ossee.


Malattia di Bowen
E' un carcinoma spinocellulare intraepidermico (in situ). Molti autori hanno richiamato l'attenzione sulla coesistenza assai frequente di cancri viscerali. Può interessare la mucosa orale, anale e genitale.


Eritroplasia di Queyrat
Sulle mucose genitali la Malattia di Bowen assume l'aspetto della Eritroplasia di Queyrat: chiazze rosse vellutate a limiti netti. Può essere invasiva.


Leucoplachie
Lesioni biancastre, demarcate, elevate, visibili sulla mucosa orale e vaginale. Microscopicamente è presente ipercheratosi, discheratosi, acantosi.
Nel 20% degenerazione maligna

L'Iperplasia Pseudo Epiteliomatosa
Gli stati pseudo epitaliomatosi sono caratterizzati da un'iperplasia epidermica spesso reazionale che simula istologicamente un tumore maligno ma ad evoluzione benigna. Nelle vecchie ulcere da decubito. Possono essere confuse con spinaliomi

 


 

I Carcinomi

 

Epiteliomi

I principali fattori carcinogenetici per la pelle

A) Gli UV specie il tipo B: --- eccitazione degli elettrono --- ( lo strato di ozono assorbe completamente gli UVC, il 95% delle radiazioni che raggiungono la pelle sono di tipo A, tuttavia il minimo quantitativo di UVB basta a causare trasformazioni neoplastiche
B) Radiazioni ionizzanti: x --- gamma --- alfa --- elettroni --- protoni -- neutroni --- l'esposizione aqueste radiazioni può produrre tumori anche dopo lunghi periodi di latenza
C) Carcinogenesi chimica: arsenico, inquinanti atmosferici, psoraleni, mostarda azotata etc formano legami covalenti con il DNA e RNA


Patologie ereditarie che predispongono ai tumori cutanei


Porocheratosi --- cheratinizzazione anomala (autosomico dominante)

Epidermodisplasia Verruciforme suscettibilità a molti sottotipi di papillomavirus


Sindrome di Muir Torres tumori degli organi interni e della pelle

Xeroterma Pigmentoso fragilità del DNA agli UV


" Sindrome di Gorlin basaliomi multipli, cisti odontogene, pseudoipertelorismo, sindattilia, spina bifida

Sindrome di Baze Duprè Christol ipotricosi, follicular atrophoderma, nevi, basaliomi


Albinismo maggiore predisposizione ai baso e spinaliomi


Epitelioma Basocellulare

 

Cellule di provenienza
Strato basale o della guaina esterna del follicolo pilifero (infatti è più frequente nelle aree ad alta densità pilifera: 90% testa e collo)

I differenti tipi di basalioma

Cistico
Papuloso
Sclerosante
Cicatriziale

 


Caratteristiche Microscopiche
Cellule basalioidi nel derma con strato esterno a palizzata. I tipi sclerosanti manifestano reazione fibrotica.
Il nevo blu si differenzia da un basalioma pigmentato per l'integrità dell'epitelio e la durata nel tempo

Tecniche bioptiche dei basaliomi
Curettage - Shave biposy - Punch biopsy - Escissione


Terapia

Curettage
DTC
Escissione
Crioterapia
Radiazione
Mohs fresh frozen section
Lembi cutanei, musculocutanei, innesti.

 

Aree a rischio di recidiva


Centro della faccia
Orecchio

 

Epitelioma Spinocellulare

Cellule di provenienza
Malpighiane


Eziopatogenesi
Come per i basaliomi, gli UVB, prodotti chimici, ulcere croniche, immunosoppressori, lupus, idranenite suppurativa.
All'inizio la lesione è verrucosa, papillomatosa, poi si infiamma si indurisce e si ulcera.
Distribuzione
Guance 45%, naso 13%, orecchio 12%


Terapia delle lesioni recidivanti

Escissione ed innesto o lembi --- radioterapia --- Mohs


L'ulcera di Marjolin
E' un SCC su una ferita cronica


Percentuale delle metastasi
5-10%. Quando invade il periostio del forame piriforme il successo della terapia è remoto.


Cicli di controllo del paziente
Ogni 6 mesi

 

Melanoma Maligno

Eziopatogenesi

Il fattore genetico è predominante: scoperto un gene alterato in metà delle famiglie affette, il gene soppressore tumorale della proteina p16, CDKN2.
Nel 30 % dei pazienti si è riscontrata mutazione dell'oncogene N-Ras.

Esposizione al sole: stretta associazione con gli UVB (290nm). Meno con gli UVA e la luce visibile (che hanno lunghezze d'onda maggiori 375 e 600). Molto pericolosa l'esposizione improvvisa (estiva) dei bambini

Colore della pelle: a rischio occhi azzurri, capelli rossi, pelle chiara

Reazione della pelle al sole: a rischio pelli che si ustionano facilmente ai raggi solari

Lentiggini: sono un pattern tipico delle pelli a rischio

Numero dei nevi melanocitici, quanto maggiore è tanto maggiore è il rischio

Indici antropometrici: rischio aumentato nelle persone alte

Stati di immunosoppressione: p.ti trapiantati, linfomi e altri tumori

I tipi

Lentigo m.:anziani, testa e collo, presente per anni
Acrale: Più frequente nei negri americani
Superficiale: è il più comune, specie al dorso, è il più comune 70%
Nodulare: tronco e gambe, 30%

Perché l'incidenza è aumentata?
Probabilmente per la riduzione dello strato di ozono, il 3-7% dal 1969


Indicazioni alla biopsia escissionale
Cambiamento di forma, prurito, sanguinamento.
Regola ABCDE: Asimmetria, Bordi (notching), Colore variegato rosso-nero-blu-marrone, Diametro >6mm, Elevazione
Nelle varianti desmoplastica e amelanotica a volte può sfuggire alla diagnosi.
Biopsia incisionale solo per larghe lesioni. Mai shave biopsy.



Determinazione della prognosi

Spessore - Profondità
La classificazione di Breslow è più accurata perché evita la confusione derivante dal variabile spessore del derma:
0,75 --- 0,76/ 1,5 ---- 1,6/3,0 --- > 3,0
Classificazione di Clark:
Livello 1: in situ - epidermide
Livello 2: derma papillare
Livello 3: derma reticolare
Livello 4: sottocute

Altri fattori prognostici
Ulcerazione
Infiltrazione linfatica (fattore prognostico favorevole)
Numero mitosi
Regione: prognosi peggiore nel tronco
Sesso: le donne sopravvivono di più
Numero delle metastasi linfonodali:

Terapie che completano la chirurgia
L'immunoterapia è efficace perché il m. è uno dei tumori solidi più immunogenici: si usa la Dacarbazina, l'interleukina, l'interferone alfa 2ß (questi due altamente tossici). Si stanno anche studiando vaccini per i pazienti a rischio.


Come metastatizza?
Prima ai linfonodi e poi agli organi distanti.. Una peculiarità è la formazione di satelliti, separati dalla massa principale, che rappresentano micrometastasi e indicano prognosi negativa.

Come si sviluppa?
Può originarsi su cute integra o da nevi melanocitici congeniti (esaminarli quando aumentano di diametro) o acquisiti, e nevi displastici

Che cos'è il nevo displastico?
E' un nevo melanocitico che tende a crescere >5mm, e con bordi frastagliati, tipo uovo fritto. Più che vere e proprie lesioni precancerose sono dei marker di rischio aumentato


Qual'è l'approccio chirurgico primario?

E' lo spessore che influenza la prognosi.
In situ --- 0,5 mm margini
< 1 mm --- 1 cm
1-2 mm --- 1 - 2 cm
2-4 mm --- 2 cm
>4 mm --- 2-4


Le metastasi linfonodali

M. in situ --- 2-10%
M. 1-4 mm. --- 20-25%
M.>4 mm. 50%

Il trattamento delle metastasi linfonodali
Deve essere effettuata linfadenctomia superficiale e profonda.


Linfadenectomia elettiva
I pazienti che potrebbero beneficiare di una linfadenectomia profilattica sono quelli con nessuna metastasi linfonodale e sistemica. (la teoria è che interrompendo le vie di diffusione metastatica si possa interrompere la progressione tumorale).

Coloro che sono contrari alla linfadenectomia profilattica sostengono che essa possa ridurre la risposta immunogena.
Sembra che nelle lesioni precoci, > 1 mm non sia indicata, per la scarsa diffusione metastatica, per quelle >4mm ad alta incidenza di metastasi è inutile, per le lesioni intermedie la questione rimane controversa: potrebbe essere che p.ti > 60 a. non abbiano benefici dalla dissezione elettiva. Mentre la dissezione profilattica potrebbe funzionare in pazienti con m. tra 1-2mm che hanno minor propensione alla diffusione ematogena

Limphatic mapping
Vital blue dye e tracciante radioattivo con una gamma camera. Il linfonodo sentinella può essere identificato nel 95% dei pazienti con risultati negativi inferiori all'1%
La tecnica consente di evirtare l'intervento di linfadenectomia in pazienti negativi


Terapia delle metastasi
Interleukina 2

 


Tumori benigni di natura mesenchimale


Cheloidi

I cheloidi sono formazioni ipertrofiche dermiche che insorgono dopo traumi incisioni chirurgiche anche perfettamente eseguite, lesioni lacero contuse, scarificazioni, e anche semplicic punture d'insetti o follicoliti, a volte si generano spontaneamente. Hanno tendenza alla recidiva dopo l'asportazione.


Il quadro istologico è costituito da una proliferazione connettivale localizzata all'interno del derma medio separata e dal derma superficiale e dall'epidermide che si presenta a volte ispessita a volte atrofica. Gli annessi cutanei sono respinti alla periferia o appaiono atrofici. Questo tessuto appare come un connettivo immaturo ricco di cellule e di vasi, che resta a lungo giovane e attivo.Ricco di collagene molto spesso e ialinizzati e di mucopolisaccaridi non presenta fibre elastiche né nervose.

Differenza tra cicatrice cheloidea e ipertrofica
La seconda non si estende oltre i bordi originari della ferita. Istologicamante non si presenta demarcata rispetto all'epidermide e non presenta ialinizazione dell collagene.I cheloidi sono legati ad un gene autosomico dominante.
In ambedue le condizioni c'è iperproduzione della matrice extracellulare, mentre i fibroblasti sono normali.

Cause e terapia delle ferite ipertrofiche e cheloidee
Eccessiva risposta infiammatoria durante la guarigione.

Iniezioni di steroidi, irradiazione, resezioni combinate con altri trattamenti.
Altri tentativi: tamoxifen, calcioantagonisti, presso terapia,crioterapia, dye laser pulsato.

Fibroma
Tumore benigno del connettivo cutaneo, con cellule mesenchimali, di cui alcune conservano attività macrofagica. Lievemente pigmentati, possono assumere tonalità molto scura fino a simulare un tumore nevico. La pigmentazione deriva da accumuli melaninici e pigmenti ematici (istiocitomi sideriferi)

 

Xantoma
Sono causati da un difetto di metabolismo lipidico. Di colore giallastro, presentano cellule ricche di lipidi nel loro citoplasma. Possono essere correlati con l'ipercolesterolemia.


Tumori vascolari benigni
Vedi: Emangiomi e Malformazioni vascolari


Mixoma
Sono tumori rari formati di tessuto mixoide e cellule stellate. La diagnosi differenziale si pone con le cisti mucidi, specialmente localizzate sulle ultime falangi delle dita.


Condromi
Anche questi, sono tumori rari, localizzati alle orecchie.


Osteomi cutanei
Di origine disembrioplastica, si caratterizzano per la presenza nel derma di frammenti ossei.

 


 


E m a n g i o m i
M a l f o r m a z i o n i V a s c o l a r i

 

Gli emangiomi (tumori vascolari con proliferazione endoteliale) appaiono di solito entro le prime due settimane, come una macchia rossa o pallida, una teleangectasia o un'ecchimosi.
Le malformazioni vascolari possono comparire dopo anni, anche se a livello cellulare virtualmente presenti fin dalla nascita


Tumori Malformazioni Malformazioni Combinate
Comuni A Flusso Lento A Flusso Lento
Emangioma Capillare: teleangectasie Klippel-Trenaunay
Linfatiche (Cap-Linf) (Cap)
Venose

_________________________________________________________
Rare A flusso Veloce A flusso Veloce
Emangioend. Aneurismi S. di Parke Weber
Kaposiforme Fistole AV (Cap-Linf-Ven- Art)
Emangiopericitoma
Angiosarcoma
Emangioendotelioma


E' necessario l'esame istologico per differenziale un tumore vascolare (emangioma) da una malformazione?
Nel 90% dei casi una neoformazione vascolare alla nascita può essere diagnosticata con l'esame clinico.

Come si diagnostica una larga massa vascolare alla nascita? E' un tumore o una malformazione?
Probabilmente è una malformazione vascolare di tipo linfatico o venoso, mentre le malformazioni arterovenose alla nascita si manifestano soltanto con un lieve segno rossastro (blush).

Più raramente l'emangioma può comparire alla nascita come una larga neoformazione (che può essere diagnosticata con gli ultrasuoni in utero).


Altre masse neonatali che mimano i tumori e le malformazioni vascolari sono: teratomi, glioma nasale, sarcoma.

La RMN con contrasto (gold standard) è fondamentale quando la diagnosi è incerta + Biopsia


Che cos'è la sindrome di Kasabach Merrit ?

E' una coagulopatia da trombocitopenia che si associa a all'emangioendotelioma kaposiforme

Gli emangiomi sono sempre associati a malformazioni di altri organi?
I grandi emangiomi possono essere associati a schisi dello sterno, rafe sopraombelicale, arterie embrionali persistenti, aorta a destra, anomalie oculari, cisti in fossa cranica posteriore.


NB: le comuni macchie vascolari neonatali (ANGEL KISS - salmon patch - nevus flammeus neonatorum ) scompaiono nel primo anno senza alcuna ripercussione.

Gli emangiomi causano ipertrofia ossea?
Sì, ad es. della maxilla. Ma più spesso erosione (teca cranica) o deviazione (setto nasale)


Che cosa è l'emangioma cavernoso?
Non esiste più nella nomenclatura attuale, in cui si parla solo di emangiomi tout court, che siano provvisti di cute integra sovrastante o si manifestino più in superficie.

Che tipo di neoformazione dà origine ai fleboliti?
I fleboliti (trombi calcificati) sono tipici delle malformazioni venose (o VL)


Perché l'emangioma della palpebra superiore è pericoloso?
Causa distorsione dell'asse visivo provocando ambliopia, può deformare la cornea e produrre miopia. Occorre intervenire subito con iniezioni intralesonali e sistemiche di cortisone, somministrazione di interferone e escissione.


A quale età si verifica l'involuzione spontanea degli emangiomi?

A 7 anni la regressione è completa nel 70% dei casi.

Il LASER può ritardare la crescita degli emangiomi se applicato precocemente?
Si. Il dye laser penetra fino a 0,75 mm, strato in cui comincia ad apparire l'emangioma.

Un pericoloso emangioma facciale non risponde alla terapia con cortisone 2mg/kg/die, occore aumentare le dosi?
E' dimostrato che dosi maggiori non producono benefici

Quali sono gli elementi a favore dell'escissione pre-scolare?
Cicatrice nascosta. Escissioni a stadi.


La sindrome di Sturge - Weber
E' una facomatosi nevo capillare della 1° e 2° branca del V, con possibile associazione di malformazione dei vasi coroidali (anomalie delle leptomeningi) ' epilessia.


Malformazioni capillari della linea mediana richiedono particolari attenzioni?
Si, possono indicare la presenza di malformazioni come l'encefalocele (macchia vascolare occipitale con capelli scuri) e spina bifida (macchia lombare)


Con quale meccanismo il Dye-laser sbianca le malformazioni capillari (port-wine stains)?
Attraverso la FOTO-TERMO-LISI, emissione di lunghezza donda di 585 nm vicina al terzo picco d'assorbimento dell'OSSIEMOGLOBINA , la durata della pulsazione è di 400 micro-secondi ' coagula il vaso ma non il tessuto circostante a 0,7 mm di profondità.
Il raggio è assorbito dai globuli rossi e rilasciato sotto forma di calore.

NB. Nelle cuti scure il Dye laser può danneggiare i melanociti causando ipopigmentazione.


Un'ecogafia prenatale rivela la presenza di una massa nucale di tipo linfatico.
E' la malformazione cistica letale della linea mediana associata ad altre anomalie gravi come la s. di Turner. Il feto di solito non sopravvive.

I linfangiomi ( o gli igromi cistici) regrediscono come gli emangiomi?
No, sono malformazioni vascolari che come le altre continuano a crescere.
Si può usare l'OK-432 (proteine di derivazione streptococcica) usate come gli altri sclerosanti (alcool etilico, tetracicline, ethibloc) può favorire il riassorbimento della lesione

Quale è il miglior trattamento per le Malformazioni Venose?
Sclerosi+Escissione
Si inizia con la sclerosi mediante Sotrachol per le piccole lesioni e alcool etilico per le grandi, la sclerosi favorisce l'escissione successiva

Grandi malformazioni venose possono provocare una CID (aumento del tempo di protrombina e del didimero, riduzione fibrinogeno)?
No, al massimo ci può essere una coagulazione intravasale localizzata alla lesione (trombo) che consuma i fattori della coagulazione ma non fino al punto da provocare emorragie come nella CID

 


Anomalie Vascolari più rare


Bonnet-Deschaume (telengect . facciale) FAST A-V

Parkes Weber ARTI


Sturge - Weber ( V1 V2 ) A-V


Rendu - Osler (Teleangectasia Emorragica Ereditaria) A-V CUTE/VISCERI


Klippel Trenaunay SLOW - ARTI




BIBLIOGRAFIA

Civette J. : Histopathologie cutanée. Flammarion, Paris 1982.

Clark WH : The histogenesis and biological behavior of primary human malignant melanoma of the skin. Cancer Res 29:705, 1969.

Farmacopea