



T.A-E 2007
Luned́,
28 Maggio - 2007
Monday, May 28
- 2007
A
u l a M a g n a - A S R E M
AGEING - ANTI - AGEING
P l a s t i c S u r g e r y
B i o t e c h n o l o g y
D e r m a t o l o g y
P s i k
e p l a s t
Le Tecniche Anti-Età 2007
ANTI-AGE
TECHNIQUES 2007
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MARCELLO
NICOLETTI
1974 - Università "La Sapienza" di Roma - Laurea
in Chimica con votazione di 110/110 e lode con tesi sperimentale
nel campo della chimica delle sostanze naturali.
1976-1981
- Università "La Sapienza" di Roma - Titolare di
assegno di studio biennale presso la Facoltà di Scienze M.F.N.,
sotto la direzione del prof. G.B. Marini-Bettolo.
1976
- University of Cambridge, England - Un anno di perfezionamento
post-doctoral presso l'Organic Department of Chemical Laboratory,
sotto la direzione del prof. A.R. Battersby, dedicato allo studio
della biosintesi dei prodotti naturali.
1981-1987
- Università "La Sapienza" di Roma - Ricercatore
confermato presso il Dipartimento di Biologia Vegetale, Facoltà
di Scienze M.F.N. Membro del Consiglio Scientifico del I Centro
Coordinatore per lo studio della Medicina Tradizionale dell'O.M.S..
Trascorre diversi periodi in paesi dell'America latina (Brasile,
Perù, Messico, Cile) per lo studio delle piante medicinali
locali.
1987-
2000 - Università "La Sapienza" di Roma - Professore
associato di Botanica Farmaceutica della Facoltà di Farmacia.
1991-1994
- Università "G. d'Annunzio" di Chieti - Assume
l'incarico per supplenza del corso di Botanica Farmaceutica.
1992-
1997 - Coordinatore nazionale del Gruppo "Piante Officinali"
della Società Botanica Italiana, che raggruppa i docenti
ed i ricercatori del settore della Botanica Farmaceutica e della
Biologia Vegetale.
1993-
ad oggi - Università "La Sapienza" di Roma - Assume
il corso di Biologia Vegetale per i corsi di laurea in Farmacia
e C.T.F. Assume il corso di Botanica farmaceutica per il corso di
laurea in Farmacia.
1998-2000 - Vicepresidente della Società Italiana di Fitochimica.
2000
ad oggi - Università "La Sapienza" di Roma- Professore
ordinario nel gruppo concorsuale Biologia farmaceutica.
Università "La Sapienza" di Roma - Facoltà
di farmacia - Direttore del Corso di master in Fitoterapia.
2003-2006
- Università "La Sapienza" di Roma - Facoltà
di farmacia - Presidente del Consiglio di Area per i corsi di laurea
in Farmacia e ISF.
Il
prof. Nicoletti ha trascorso numerosi periodi studio e di ricerca
come ricercatore visitante all'estero, in particolare in America
Latina (Brasile, Perù, Cile e Messico) nell'ambito di progetti
bilaterali di ricerca, nonchè in Africa (Etiopia). E' stato
titolare di progetti di ricerca finanziati dal CNR e dalla Regione
Lazio, riguardanti lo studio delle piante medicinali, officinali
ed alimentari.
PRINCIPALI
LINEE DI RICERCA DEL PROF. MARCELLO NICOLETTI
La
produzione scientifica del prof. Marcello Nicoletti è principalmente
dedicata allo studio dei princiopi attivi di piante medicinali,
al fine di valutarne la composizione chimica determinando la struttura
dei principi attivi e di validare l'attività dei rimedi usati
nella medicina tradizionale.
Questa linea di ricerca è dovuta soprattutto all'inserimento
del prof. Nicoletti nelle problematiche promosse sa parte del prof.
G.B. Marini-Bettolo, del quale il prof. Nicoletti si onora di essere
stato un allievo fin da neolaurato. Infatti grazie al prof. Marini-Bettolo
gli fu possibile prima ottenere un periodo di un anno di perfezionamento
post-laurea presso i Chemical Laboratories dell'University of Cambridge
(UK), sotto la guida del prof. A.R. Battersby, ed in seguito al
ritorno in Italia, l'integrazione al gruppo del prof. C. Galeffi
, presso l'Istituto Superiore di Sanità, Roma. Negli anni
seguenti, pur mantenendo la collaborazione con il prof. Galeffi,
grazie alla disponibiltà dei nuovi laboratori presso il Dipartimento
di Biologia Vegetale, l'attività di ricerca fu quindi spostata
all'Università "La Sapienza". Lo studio e la scelta
delle piante medicinali si sono avvalsi in quegli anni della collaborazione
con il I° Centro Collaboratore dell'OMS per la Medicina Tradizionale,
che ha permesso a numerosi borsisti africani di lavorare presso
i laboratori di Roma e di integrare i loro studi con il programma
dell'OMS. Contemporaneamente proseguiva la collaborazione con i
centri di ricerca dell'America Latina, anch'essa frutto della proficua
attività del prof. Marin-Bettolo nei decenni precedenti.
In particolare il prof. Nicoletti si è dedicato intensamente
alla collaborazione con il Brasile, ove ha trascorso circa un anno,
con il Cile, visitato a più riprese almeno una decina di
volte, e con il Perù. E' stato così possibile esaminare
e studiare un numero elevato di piante medicinali, indirizzando
la ricerca essenzialmente nei riguardi di quelle contenenti alcaloidi
e glicosidi. Nella maggior parte dei casi gli studi sono stati organizzati
all'interno di linee di ricerca specifiche, le cui caratteristiche
ed obiettivi generali erano la determinazione strutturale dei componenti,
lo studio delle possibili proprietà biologiche e farmacologiche,
anche in relazione alle indicazione della medicina tradizionale,
e, ove possibile, indirizzare la ricerca specificatamente verso
le implicazioni chemosistematiche nell'ambito di taxa selezionati.
Per quanto riguarda, invece, le piante italiane, la ricerca si è
indirizzata principalmente verso lo studio dei costituenti iridoidici
, secondo una linea di ricerca che data alla preparazione della
tesi di laurea e che ha visto la collaborazione con i laboratori
dei prof. M. Guiso e A. Bianco. In questo ambito lo studio si è
indirizzato in particolare alle specie delle Scrofulariacee, anche
per le interessanti implicazioni chemosistematiche. Nei laboratori
del Dipartimento di Biologia Vegetale, grazie alla presenza del
prof. M. Serafini, sono state sviluppate anche ricerche relative
alla produzione di micotossine da Deuteromiceti.
Un'ulteriore fronte di ricerca si è aperto inoltre con la
collaborazione con il prof. G. Salvatore, dell'Istituto Superiore
di Sanità, ed è stato interamente dedicato allo studio
dei componenti degli oli essenziali, combinando l'uso di diverse
tecniche analitiche.
Verranno ora analizzate in maggiore dettaglio le principali linee
di ricerca.
ALCALOIDI
La
maggioranza degli studi riguardanti le piante medicinali contenenti
alcaloidi è stata dedicata a specie del genere Strychnos.
Tale linea di ricerca venne iniziata negli anni '60 dal prof. Marini-Bettolo,
grazie alla collaborazione con il prof. Krukoff, del New York Botanical
Garden, che con grande accuratezza, dedizione e sacrifico (uno dei
suoi collaboratori perdette la vita in un incidente durante un'escursione)
aveva raccolto per i suoi studi botanici una serie impressionante
di campioni di specie del genere Strychnos provenineti soprattutto
dal Sud America e dall'Asia. Data l'importanza etnobotanica e farmaceutica
del genere Strychnos, lo studio venne allargato alla ricerca fitochimica:
al prof. Marini-Bettolo ed ai suoi collaboratori toccarono le specie
del Sud America, mentre al prof. Bisset, Imperial College London,
quelle asiatiche.
L'inserimento del prof. Marcello Nicoletti nel gruppo di ricerca
del prof. Marini-Bettolo, in particolare nei laboratori del prof.
C. Galeffi, presso l'Istituto Superiore di Sanità, coincise
con il consolidamento delle tecniche di isolamento, basate sulla
distribuzione in contro-corrente in apparecchio di Craig, dimostratesi
validissime per l'isolamento di alcaloidi e tuttora in uso, e con
l'introduzione delle allora nuove tecniche di spettroscopia di risonanza
magnetica nucleare ad alta risoluzione. Inoltre nelle Strychnos
sudamericane gli alcaloidi sono preferenzialmente localizzati nella
corteccia del tronco e dei rami e seppure vi si trovino in buona
concentrazione, il materiale ricevuto dal prof. Krukoff era generalmente
in quantità limitata e solo grazie all'ottimizzazione delle
suddette tecniche fu possibile ottenere validi risultati. Questi
ultimi si sono concretizzati nell'isolamento e nella caratterizzazione
di molti alcaloidi di natura indolica, pubblicati nell'ambito di
una serie di lavori ad essi dedicata. La prima pubblicazione, riportata
nel curriculum e facente parte di questa serie, si riferisce tuttavia
ad una specie africana, in quanto proprio in coincidenza dell'integrazione
del prof. Marcello Nicoletti nel gruppo di ricerca fu possibile
ampliare lo studio alle specie africane, grazie alla nascita a Roma,
presso l'Istituto Italo-Africano, del I° Centro Collaboratore
dell'OMS, numerosi ricercatori africani hanno usufruito di borse
di studio presso i laboratori di Roma, portando con sè molte
piante medicinali, tra cui diverse Strychnos. Al riguardo di quanto
detto in precedenza sulle tecniche di ricerca, vi è da ricordare
l'isolamento delle nigritanine, un raro esempio di alcaloidi basati
sull'unione di due unità indoliche tramite la consueta unità
biogenetica monoterpenica, la struttura delle quali fu determinata
proprio grazie alle allora innovative tecniche spettroscopiche,
introdotte nel gruppo proprio dal prof. Marcello Nicoletti, ed ancora
l'isolamento di un nuovo alcaloide dai semi della ben nota S. nux-vomica,
ottenuto grazie all'efficacia delle tecniche di isolamento in contro-corrente.
Ben presente nei lavori è stato l'aspetto biogenetico e le
possibili correlazioni tra struttura ed attività. Più
recentemente la ricerca si è andata spostando alle specie
di Strychnos endemiche del Madagascar. Tale argomento di ricerca,
sviluppato grazie alla collaborazione con il prof. P. Rasoanaivo,
si è basato sull'uso popolare di alcune specie per il trattamento
della malaria ed ha pemesso di validare tale uso con test in vitro
ed in vivo contro ceppi di Plasmodium clorochino resistenti.
IRIDOIDI
L'interesse
per i composti iridoidici è assolutamente iniziale nella
carriera del prof. Marcello Nicoletti, in quanto data alla preparazione
della tesi di laurea ed agli studi condotti sotto la guida della
prof. M. Guiso, nell'ambito delle linea di ricerca iniziata a Roma
dai prof. Panizzi e Scarpati. Lo studio a quei tempi era incentrato
sulle piante italiane e si avvaleva di efficaci ed ingegnose tecniche
di separazione preliminare, basate sull'uso del carbone attivo.
Ins seguito, grazie all'introduzione della spettroscopia RMN ad
alta risoluzione e di tecniche di separazione in HPLC a bassa pressione,
è stato possibile studiare una grande quantità di
specie e determinare la struttura di un numero elevato di nuovi
prodotti. Importante in questo ambito l'allargamento delle specie
studiate ad altri paesi, in particolare quelli dell'Africa e del
Sud America, quali il Brasile ed il Cile. Negli studi più
recenti si è inteso ad incentrare la ricerca nell'ambito
di determinate famiglie botaniche, di modo da ottenere degli approfondimento
chemosistematici. Interesante al riguardo lo studio di alcuni endemismi
per la peculiarità dei composti isolati, quali quelli relativi
alle Bignoniacee cilene con riferimento soprattutto all'Argylia
radiata, unico esempio in questa famiglia di una specie con iridoidi
con e senza sostituzione a C-4, e quello delle piante endemiche
sarde, con la scoperta nella famiglia delle Scrofulariacee, di interessanti
composti correlati nella struttura agli iridloidi e con distribuzione
limitata alle specie del genere Linaria, con relative implicazioni
chemosistematiche.
Importante anche in questo gruppo di sostanze l'applicazione delle
tecniche di risonanza magnetica, fino a mettere in correlazione
determinate caratteristiche strutturali con i dati spettroscopici.
La pubblicazione di un numero elevato di studi dedicati agli iridoidi
nelle principali riviste internazionali ha valso al prof. Marcello
Nicoletti una certa fama in campo internazionale; questo ha condotto
alla sua designazione preferenziale quale referee per tali prodotti
in alcune riviste, quali Phytochemistry, Journal of Natural Products,
Biochemical Systematic and Ecology. In altri casi la sua collaborazione
è stata richiesta nell'ambito di studi relativi alla chemosistematica.
GLICOSIDI
ANTRANOIDI
Una
linea di ricerca specifica ha riguardato i composti a struttura
antranoidica, che sono stati principalmente isolati da piante di
origine africana, appartenenti alla Guttifere o alle Hypoxidacee.
Anche in questo caso, l'ispirazione e la guida per lo studio di
queste sostanze è venuta dal prof. Marini-Bettolo, che al
ritorno da uno dei suoi viaggi portò a Roma la parte ipogea
di una specie di Hypoxis, localmente utilizzata per trattare disturbi
alla vescica ed alla prostata, un impiego in seguito confermato
e che ha portato alla commercializzazione di prodotti farmaceutici.
Si è così giunti allo studio di una nuova classe di
composti basati sulla sequenza C6-C5-C6, classificabili come norlignani.
I composti isolati si sono rivelati interessanti non solo nell'ambito
strutturale, ma anche in quello farmacologico, il che ha condotto
alla formulazione di numerosi brevetti riguardanti le specie del
genere Hypoxis, principalmente da parte di ricercatori sudafricani
e tedeschi, ma uno anche da parte del gruppo di ricerca di Roma.
La produzione di antranoidi, seppure in quantità nettamente
inferiore rispetto a quella del materiale naturale, è stata
riscontrata anche in quello ottenuto mediante colture cellulari
in vitro.
TERPENOIDI
Oltre
ai terpenoidi glicosidati, come il caso dei glicosidi iridoidi,
diverse ricerche sono state condotte su composti terpenoidici di
varia struttura e derivazione biogenetica. Da segnalare in particolare
lo studio di specie cilene del genere Calceolaria, studiate del
resto anche per i fenilpropanoidi, e del genere Nolana: sono stati
isolati in questo caso particolari diterpeni, specifici di queste
specie e la cui determinazione strutturale ha richiesto molta attenzione.
Merita inoltre attenzione l'attività citotossica del bufadienolide
kalanchoside, isolato da una specie africana di Kalanchoe, e gli
recenti studi sul genere Palisota. Recentemente, grazie alla collaborazione
con il prof. G. Salvatore, dell'Istituto Superiore di Sanità,
la ricerca si è estesa allo studio dei componenti degli oli
essenziali, con l'intendimento di evidenziare possibili sofisticazioni,
oppure la variabilità nella composizione di essenza di diversa
origine.
GLICOSIDI
FENILPROPANOIDI
Anche
la ricerca su questo tipo di prodotti ha avuto origine in Roma,
dato che il primo isolamento, ovvero quello del verbascoside, si
deve al prof. F. Delle Monache e collaboratori. In seguito questi
composti erano stati relativamente abbandonati, e ripresi dal prof.
Marcello Nicoletti a seguito di uno studio dedicato ai composti
di media polarità
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